Il Tirreno

Toscana

la storia

Con le arti marziali mette in fuga il rapinatore delle farmacie

di Stefano Taglione
La farmacista fotografata di spalle (come ha chiesto) davanti al centro Shin Yama Arashi
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La farmacista fotografata di spalle (come ha chiesto) davanti al centro Shin Yama Arashi

Pontedera: Barbara, 55 anni, con un colpo di tai chi gli blocca il braccio e lo spinge verso l'uscita. «Se ci fossero stati clienti, avrei alzato le mani. Non si rischia la vita degli altri»

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PONTEDERA. «Svuota la cassa». Succede tutto in 30 secondi. Il rapinatore ha in mano un coltello da cucina, di quelli con la punta arrotondata. La giovane farmacista, minacciata, risponde d’istinto. «No davvero». Poi arriva Barbara, 55 anni, che dietro quel bancone lavora da anni. Mancano due minuti alla chiusura, fuori è buio e di clienti neanche l’ombra. Stava facendo un ordine in magazzino. «Che vuoi?». Lui si gira, ancora con il coltello in mano. È sorpreso. «Da come brandiva l’arma non voleva farci del male – racconta la farmacista (non forniamo le generalità complete per la sua sicurezza, ndr) – ma solo prendere qualche spicciolo. Vedendo sia la reazione della mia collega, sia il modo di fare del rapinatore, non ci ho pensato un attimo: gli ho rigirato il braccio dietro la schiena per spingerlo verso l’uscita. Poi, per mettermi in salvo, ho chiuso la porta a chiave».

IL RACCONTO

Domenica 22 ottobre, 19.58. Da giorni le farmacie della Valdera sono al centro delle rapine. Stasera, a essere presa di mira, è una Comunale a Pontedera. Il rapinatore – si scoprirà giorni dopo – secondo gli inquirenti è Marco Bamonte, 32 anni, che per questo e per altri tre episodi andati a segno (più un tentato scippo) è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria. «Aveva una bandana rossa sul volto: per me era impossibile riconoscerlo – ammette Barbara, che preferisce apparire senza cognome – poi, francamente, mi preoccupavo più del coltello che aveva in mano, che della sua faccia». Dopo averlo sbattuto fuori dalla porta automatica, che per un secondo si è chiusa facendocelo finire contro, dal bancone è partita la chiamata al 112. «I carabinieri sono arrivati subito – racconta la dipendente – ma lui era già scappato».

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MAESTRA DI ARTI MARZIALI

Barbara non è una sprovveduta: è maestra di arti marziali al centro Shin Yama Arashi di Pontedera (pubblichiamo il nome in accordo con la farmacista, ndr). È istruttrice di tai chi, disciplina nella quale quattro anni fa con ha vinto anche un mondiale. Si allena spesso, Barbara: pure con la sciabola e la spada. Lo fa da quasi 20 anni. «Se in farmacia ci fossero state altre persone – spiega – avrei alzato le mani. Non bisogna mettere in pericolo gli altri. Ma in questo caso, vedendo anche la sicurezza della mia collega, ho reagito. Non abbiamo avuto paura: vietato sentirsi deboli». Grazie all’esperienza accumulata in palestra, una volta toccato il rapinatore sulle spalle, ha capito che difficilmente avrebbe potuto reagire in modo violento. «Poteva essere mio figlio, non volevo fargli del male – sostiene l’istruttrice – solo difendermi. Mi dispiace tanto, era disperato e non ci ho dormito la notte».

I CONSIGLI PER DIFENDERSI

L’istruttrice ne approfitta anche per dare qualche consiglio a chi, magari senza nessuna preparazione, si può trovare in una situazione analoga. Un appello diretto, in particolare, alle donne. «Se in strada un uomo ci vuole picchiare – spiega Barbara – per difendersi la prima cosa da fare è tirargli un calcio sotto il ginocchio. Poi scappare. Vietato colpire i genitali: in questo modo, infatti, l’aggressore può restare in piedi e reagire in modo ancora più violento». Sugli scippi, lei non ha dubbi. «Mi rivolgo alle anziane, mollate la borsa – spiega – perché così ci si può fare solo male». In generale, sulle rapine, «inutile mettere a rischio la propria vita per dei soldi». «Io ho 17 anni di esperienza nel tai chi– conclude Barbara – anche se non mi ero mai trovata in una situazione del genere. Alla fine, infatti, sono crollata».

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