Toscana “corrotta” Voto in cambio di nomine o cene
L’Istat rivela le “ombre” sulle elezioni comunali e politiche Ma la situazione è migliore che nel resto del Paese
3 MINUTI DI LETTURA
ROMA. Succede meno che al Sud, ma anche in Toscana c’è stato voto di scambio. Lo denunciano le famiglie e lo rileva l’Istat. In Italia - secondo l’Istat - almeno 1,7 milioni di persone si è sentita chiedere il voto (in una qualche elezione: amministrativa, politica, europea) in cambio di favori , di denaro, di una cena. Si tratta del 3,7% della popolazione fra i 18 e gli 80 anni nel Paese, una percentuale più alta rispetto a quella rilevata in Toscana: il 2,4%. Che risulta fra le più contenute ma non all’altezza di regiorni come il Piemonte, la Lombardia, l’Emilia Romagna e neppure la Liguria.
TI VOTO PER UN POSTO
Più alta, la percentuale delle persone che in Toscana conoscono «altre persone - rileva Istat - alle quali è stato proposto il voto di scambio». Quando si tratta di raccontare che un amico o un parente ha votato un politico in cambio di un favore la percentuale in Toscana, arriva al 4,9%, sempre più bassa dell’8,3% della media nazionale, comunque che viene alzata da regioni come la Puglia (23,7%) o la Basilicata (18,5%).
Il dato interessante non è solo capire quanti si sono piegati al voto di scambio, ma anche per che cosa si sarebbero piegati: secondo la rilevazione dell’Istat (effettuata nel 2016 ) la maggior parte degli intervistati - il 32,8% - si è lasciato “comprare” per una nomina o un posto di lavoro (o almeno per la promessa di); subito dopo nella classifica viene il “favore” (28,2%) non meglio specificato e il denaro (20,6%). C’è comunque anche un 2% abbondante che il voto lo avrebbe ceduto - stando all’Istat - per pranzi, cenae buoni alimentari o buoni benzina: il voto di scambio ai tempi della crisi.
VISITA A PAGAMENTO
I FAVORI IN SANITÀ
Non è questa l’unica forma di “corruzione” che l’Istat ha indagato nel 2016. Ha pure rilevato quante famiglie abbiano avuto richieste di denaro, favori o dato denaro, regali o favori nel corso della vita e negli ultimi tre anni. In Toscana, fra gli intervistati, risulta che il 5,5% delle famiglie almeno una volta nella vita si sia trovata in una situazione di corruzione: sempre meno che nel resto d’Italia. La media nazionale, infatti, si attesta al 7,9%. E la Toscana è in linea con la media registrata nel Nord Ovest del Paese (5,5%, appunto), più bassa (e quindi più virtuosa) del Veneto, dell’Emilia e della Lombardia, ma meno del Piemonte e del Friuli. Come per il resto degli italiani, anche in Toscana la richiesta di “corruzione” nella maggior parte dei casi comprende la richiesta in sanità di effettuare la visita a pagamento: almeno una volta nella vita il 7,9% delle famiglie toscane si è sentita rivolgere questa richiesta. Non poche, ma nulla in confronto al quasi 21% della Puglia o al 16% della Sicilia. E anche la “corruzione per sentito dire”- capitata a parenti, amici, conoscenti - in Toscana si ferma al 7%, mentre in Italia è quasi il doppio (13,1%). Così dice l’Istat. Ammettendo pure che quasi nessuno denuncia queste irregolarità. Reati, in realtà.
(il.bon.)
TI VOTO PER UN POSTO
Più alta, la percentuale delle persone che in Toscana conoscono «altre persone - rileva Istat - alle quali è stato proposto il voto di scambio». Quando si tratta di raccontare che un amico o un parente ha votato un politico in cambio di un favore la percentuale in Toscana, arriva al 4,9%, sempre più bassa dell’8,3% della media nazionale, comunque che viene alzata da regioni come la Puglia (23,7%) o la Basilicata (18,5%).
Il dato interessante non è solo capire quanti si sono piegati al voto di scambio, ma anche per che cosa si sarebbero piegati: secondo la rilevazione dell’Istat (effettuata nel 2016 ) la maggior parte degli intervistati - il 32,8% - si è lasciato “comprare” per una nomina o un posto di lavoro (o almeno per la promessa di); subito dopo nella classifica viene il “favore” (28,2%) non meglio specificato e il denaro (20,6%). C’è comunque anche un 2% abbondante che il voto lo avrebbe ceduto - stando all’Istat - per pranzi, cenae buoni alimentari o buoni benzina: il voto di scambio ai tempi della crisi.
VISITA A PAGAMENTO
I FAVORI IN SANITÀ
Non è questa l’unica forma di “corruzione” che l’Istat ha indagato nel 2016. Ha pure rilevato quante famiglie abbiano avuto richieste di denaro, favori o dato denaro, regali o favori nel corso della vita e negli ultimi tre anni. In Toscana, fra gli intervistati, risulta che il 5,5% delle famiglie almeno una volta nella vita si sia trovata in una situazione di corruzione: sempre meno che nel resto d’Italia. La media nazionale, infatti, si attesta al 7,9%. E la Toscana è in linea con la media registrata nel Nord Ovest del Paese (5,5%, appunto), più bassa (e quindi più virtuosa) del Veneto, dell’Emilia e della Lombardia, ma meno del Piemonte e del Friuli. Come per il resto degli italiani, anche in Toscana la richiesta di “corruzione” nella maggior parte dei casi comprende la richiesta in sanità di effettuare la visita a pagamento: almeno una volta nella vita il 7,9% delle famiglie toscane si è sentita rivolgere questa richiesta. Non poche, ma nulla in confronto al quasi 21% della Puglia o al 16% della Sicilia. E anche la “corruzione per sentito dire”- capitata a parenti, amici, conoscenti - in Toscana si ferma al 7%, mentre in Italia è quasi il doppio (13,1%). Così dice l’Istat. Ammettendo pure che quasi nessuno denuncia queste irregolarità. Reati, in realtà.
(il.bon.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google