Il Tirreno

Toscana

Toscana “corrotta” Voto in cambio di nomine o cene

L’Istat rivela le “ombre” sulle elezioni comunali e politiche Ma la situazione è migliore che nel resto del Paese

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ROMA. Succede meno che al Sud, ma anche in Toscana c’è stato voto di scambio. Lo denunciano le famiglie e lo rileva l’Istat. In Italia - secondo l’Istat - almeno 1,7 milioni di persone si è sentita chiedere il voto (in una qualche elezione: amministrativa, politica, europea) in cambio di favori , di denaro, di una cena. Si tratta del 3,7% della popolazione fra i 18 e gli 80 anni nel Paese, una percentuale più alta rispetto a quella rilevata in Toscana: il 2,4%. Che risulta fra le più contenute ma non all’altezza di regiorni come il Piemonte, la Lombardia, l’Emilia Romagna e neppure la Liguria.

TI VOTO PER UN POSTO

Più alta, la percentuale delle persone che in Toscana conoscono «altre persone - rileva Istat - alle quali è stato proposto il voto di scambio». Quando si tratta di raccontare che un amico o un parente ha votato un politico in cambio di un favore la percentuale in Toscana, arriva al 4,9%, sempre più bassa dell’8,3% della media nazionale, comunque che viene alzata da regioni come la Puglia (23,7%) o la Basilicata (18,5%).

Il dato interessante non è solo capire quanti si sono piegati al voto di scambio, ma anche per che cosa si sarebbero piegati: secondo la rilevazione dell’Istat (effettuata nel 2016 ) la maggior parte degli intervistati - il 32,8% - si è lasciato “comprare” per una nomina o un posto di lavoro (o almeno per la promessa di); subito dopo nella classifica viene il “favore” (28,2%) non meglio specificato e il denaro (20,6%). C’è comunque anche un 2% abbondante che il voto lo avrebbe ceduto - stando all’Istat - per pranzi, cenae buoni alimentari o buoni benzina: il voto di scambio ai tempi della crisi.

VISITA A PAGAMENTO

I FAVORI IN SANITÀ

Non è questa l’unica forma di “corruzione” che l’Istat ha indagato nel 2016. Ha pure rilevato quante famiglie abbiano avuto richieste di denaro, favori o dato denaro, regali o favori nel corso della vita e negli ultimi tre anni. In Toscana, fra gli intervistati, risulta che il 5,5% delle famiglie almeno una volta nella vita si sia trovata in una situazione di corruzione: sempre meno che nel resto d’Italia. La media nazionale, infatti, si attesta al 7,9%. E la Toscana è in linea con la media registrata nel Nord Ovest del Paese (5,5%, appunto), più bassa (e quindi più virtuosa) del Veneto, dell’Emilia e della Lombardia, ma meno del Piemonte e del Friuli. Come per il resto degli italiani, anche in Toscana la richiesta di “corruzione” nella maggior parte dei casi comprende la richiesta in sanità di effettuare la visita a pagamento: almeno una volta nella vita il 7,9% delle famiglie toscane si è sentita rivolgere questa richiesta. Non poche, ma nulla in confronto al quasi 21% della Puglia o al 16% della Sicilia. E anche la “corruzione per sentito dire”- capitata a parenti, amici, conoscenti - in Toscana si ferma al 7%, mentre in Italia è quasi il doppio (13,1%). Così dice l’Istat. Ammettendo pure che quasi nessuno denuncia queste irregolarità. Reati, in realtà.

(il.bon.)

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