Il Tirreno

Toscana

«Scriviamo ai nostri deputati per sollecitare il voto della legge»

LIVORNO. Affrettarsi ad approvare la riforma del Registro delle Opposizioni, l’unico scudo che in Italia si può opporre alle chiamate commerciali indesiderate. E per fare in fretta Giovanni Mazza,...

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LIVORNO. Affrettarsi ad approvare la riforma del Registro delle Opposizioni, l’unico scudo che in Italia si può opporre alle chiamate commerciali indesiderate. E per fare in fretta Giovanni Mazza, abbonato “molestato” ha un suggerimento: «La legislatura è alla fine ed è in arrivo la legge finanziaria che monopolizza l'attenzione del Parlamento. Quindi resta poco tempo per chiudere il percorso. Bosigna scrivere ai parlamentari delle commissioni comunicazioni e attività produttive della Camera dei Deputati per sollecitare il voto».

Di sicuro - aggiunge Serena Recine - serve un provvedimento per far cessare le chiamate moleste: «Oggi non esiste alcun blocco alle telefonate moleste nè sui telefoni fissi nè sui cellulari. Il registro delle opposizioni non funziona. È una persecuzione». Le fa eco Giordano Schivalocchi: «È vero. I call center non guardano neppure gli elenchi con i numeri di telefono che possono o non possono chiamare. Io mi sono iscritto al Registro delle Opposizioni e ogni giorno arrivano da due a tre telefonate a tutte le ore, senza alcun rispetto». È quello che accade pure a Giancarlo Ruggieri: «Sono stato e sono tuttora bersagliato da proposte di acquisto di riviste e similari, una di queste addirittura rivelatasi poi una frode denunciata all'autorità giudiziaria. Deve esserci un provvedimento legislativo che impedisca, rendendole reato, le richieste-proposte di acquisto telefoniche».

Anche Cinzia Dottori sollecita la legge: «Non ne posso più. Dopo che ho mandato a quel paese uno dei tanti rompipalle, lo stesso continua a telefonarmi a tutte le ore, più volte al giorno e tutti i giorni, festivi compresi. Ormai ho sempre la segreteria inserita che non li frena. Secondo me siamo allo stalking».

La pensa così pure Flavia Zuech che denuncia: «Ogni volta chiamano all'ora dei pasti. Io chiudo il telefono prima che comincino a parlare. Capisci subito che sono quei rompiscatole della pubblicità da come avviano la telefonata: alzi il telefono - un po' di silenzio - parlo con la signora ...? Una volta li riempivo di improperi. Ora ho capito che è un'operazione inutile ».



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