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Prato, neonata morta durante il parto Due ginecologhe rinviate a giudizio
Avrebbero ritardato il ricorso al taglio cesareo nonostante la sofferenza fetale registrata durante il travaglio, durato 13 ore. Per questo due ginecologhe, in servizio all’ospedale Santo Stefano di...
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Avrebbero ritardato il ricorso al taglio cesareo nonostante la sofferenza fetale registrata durante il travaglio, durato 13 ore. Per questo due ginecologhe, in servizio all’ospedale Santo Stefano di Prato, sono state rinviate a giudizio con l’accusa di omicidio colposo. La piccina era morta durante il parto nella notte tra il 9 e il 10 maggio 2015. Una delle due dottoresse deve rispondere anche di falso in atto pubblico, perché secondo la Procura avrebbe modificato la cartella clinica dell’intervento per alleggerire la propria posizione. La decisione è stata presa ieri dalla gup Angela Fantechi. Davanti alla giudice si sono presentate Iuliana Alis Carabaneanu, romena di 48 anni, difesa da Manuele Ciappi, e Benedetta Melani, 43 anni, assistita da Giovanni Flora. L’Asl è stata citata come responsabile civile. L’inchiesta della pm Laura Canovai è partita dalla denuncia presentata nel pomeriggio del 10 maggio 2015 ai carabinieri dal padre della bambina morta. La madre, 45 anni, era al primo parto. Quando infine i medici decisero di praticare il cesareo ormai era tardi. Il giorno dopo l’Azienda sanitaria diffuse una nota nella quale si spiegava che la bambina era morta poche ore dopo il parto, ma il padre raccontò di non aver mai sentito piangere la bimba e di essere convinto che fosse morta subito. Convinzione confermata dalle indagini della Procura.
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