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Pisa, la Robot-Valley che anticipa il futuro: ecco le ultime macchine di successo
Prende il via il festival internazionale della robotica: i maggiori progressi riguardano le apparecchiature per la medicina. Ma non solo...
PISA. Il robot indossa il camice ed il collega in carne ed ossa, ringrazia. Ringraziano gli specializzandi in ginecologia e le future ostetriche per il robot simulatore del parto “Sim-mob”. Ringraziano i chirurghi (ed i pazienti) per il nuovo robot laparoscopico, da Vinci (Ab-Medica) che si aggiorna con nuovi “tools” , ossia “mani” più piccole, e ciò permette di intervenire in maniera non invasiva anche in pediatria, otorino-laringoiatria e urologia; ne sanno qualcosa a Careggi dove uno è già in funzione. È poi il prof. Franco Mosca, direttore del Festival della robotica, a ringraziare Pisa per aver ospitato questa prima edizione: «Non poteva tenersi che in questa città che dal 1980 predice il futuro della robotica. E il prossimo anno replichiamo». E Paolo Dario, direttore scientifico del Festival e direttore dell’istituto di Biorobotica della Scuola Sant’Anna, aggiunge: «La Valdera e Pisa sono la Robot-Valley, possiamo diventare costruttori e non soltanto utilizzatori di robot. È una opportunità concreta per mantenere e persino aumentare i posti di lavoro. Noi i robot li sappiamo ideare, sviluppare e costruire, e di questo dobbiamo essere consapevoli. A Pisa poi abbiamo grandi centri di innovazione e di sviluppo di internet. Ecco, internet e robot sono il connubio che c’è solo in questa realtà».
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La città è reduce dai festeggiamenti della prima connessione ad internet in Italia avvenuta al Cnr pisano e sempre lì si festeggiano quest’anno i 30 anni dei domini internet con suffisso “. it” . E a testimonianza di quanto tecnologia e medicina andassero d’accordo all’ombra della Torre, nel 1966 lo Iei-Cnr poi diventato Isti-Cnr, realizzò il primo pacemaker auto sincronizzante al mondo. Il robot “Nao” è in dotazione alla Stella Maris. Ha le dimensioni proprie di un bambolotto. Nao è stato impiegato nei disturbi di apprendimento dal gruppo di ricerca del prof. Filippo Muratori (docente associato di Neuropsichiatria Infantile all’Università di Pisa e direttore del laboratorio di Bioingegneria dell’Interazione Sociale della Stella Maris), nell’ambito del progetto di ricerca Michelangelo, finanziato dalla Commissione Europea. «Nao è utilizzato – dicono dalla Stella Maris – in modo da catturare il movimento del bambino durante l’interazione con il robot. Sono stati condotti test d’interazione del bambino con il robot durante protocolli di imitazione e di attenzione condivisa».
Il robot simulatore del parto, è in dotazione alla Neonatologia del Santa Chiara. «Possiamo arrivare a simulare emorragie post partum fino alla eclampsia che è una grave patologia della gravidanza, potenzialmente letale, caratterizzata da convulsioni della madre», dice il ginecologo Paolo Mannella. E poi c’è il Robothespian che dialoga con Mosca e si battibecca, non a caso, con l’attore Renato Raimo. Questo umanoide sembra nato per fare l’attore e l’intrattenitore come è già successo al Pleasant Theatre di Londra dove il robot ha recitato per un’intera commedia teatrale.
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Gli appuntamenti di venerdì 8 si concentrano alla Stazione Leopolda di Pisa. Si aprono due esposizioni, visitabili fino a domenica 10 settembre nel Salone storico con orario 10, 30 – 18, 30. Si tratta di una esposizione di abiti robotici, a cura di Istituto Modartech, in cui le tematiche della robotica, scienza e tecnologia costituiscono il filo conduttore di una collezione di moda: “Fashion Forward – Waiting for Robotics Atelier”. L’altra è un’esposizione di robot industriali e di servizio dove potremmo vedere quali macchine ci staranno a fianco, a casa e al lavoro, nei prossimi anni. Poi a Pontedera si parlerà di “Robot e genere: gli androidi hanno un sesso?” alle 21.30 nell’auditorium Museo Piaggio. È un caffè letterario con Maria Chiara Carrozza e Cecilia Laschi per l’Istituto di BioRobotica della Scuola Sant’Anna, Barbara Henry per la Scuola Sant’Anna, Francesca Romana Recchia Luciani per l’Università di Bari. Alle 21, la seconda giornata di festival, si chiude alla Leopolda col primo appuntamento del Robot Film Festival: alle 21 proiezione delle opere in concorso, e alle 21.30 proiezione di “Ex Machina”.
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