Meteo
Vaccinazioni, le Asl non possono indicare alle scuole i bambini non in regola
Il Garante della Privacy stoppa la Toscana: autorizza solo il flusso diretto di dati fra istituti scolastici e aziende sanitarie. Obbligatorio il passaggio dalle famiglie prima dell'iscrizione
ROMA. Le scuole potranno mandare gli elenchi degli iscritti alle Asl per verificare se i bambini sono vaccinati. E anche le Asl di propria iniziativa possono mandare alle famiglie documenti che certificano che i bambini sono vaccinati e quindi si possono iscrivere alle scuole dell'obbligo oppure ai nidi e alle materne. Ma è assolutamente vietato alle Asl mandare direttamente alle scuole l'elenco coi bambini vaccinati e non vaccinati, in modo che le scuole prendano provvedimenti: espulsione o multe.
Questo la decisione adottata dal Garante della Privacy al quale la Toscana ha inviato l'accordo sottoscritto fra Asl, Ufficio scolastico regionale e Anci, associazione nazionale dei Comuni.
L'accordo toscano - siglato il 24 agosto - prevedeva
- - gli istituti scolastici e i servizi educativi provvederanno alla trasmissione degli elenchi degli iscritti alle Asl competenti per territorio entro il 31 agosto 2017;
- - la Asl provvederà alla verifica della situazione vaccinale di ogni iscritto e si attiverà, contattando i familiari, per coloro che risulteranno non in regola, al fine della loro regolarizzazione;
- - alla fine di questo percorso, la Asl comunicherà alle strutture scolastiche ed educative interessate i nominativi dei bambini non in regola, per le successive determinazioni del caso.
Il Garante ha analizzato questo accordo e ha emesso un provvedimento urgente che ha valenza su tutto il territorio nazionale, in modo da unificare i procedimenti in tutte le Regioni.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.15792706:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2017/08/31/news/scuola-vaccinazioni-obbligatorie-il-garante-frena-la-toscana-1.15792706]]
Dal 1° settembre 2017, gli istituti scolastici e i servizi educativi per l’infanzia potranno trasmettere gli elenchi degli iscritti alle Asl competenti per territorio per consentire la verifica della regolarità vaccinale senza aggiungere oneri burocratici a famiglie e pubblica amministrazione. Questa decisione consente "un trattamento dei dati non previsto dalla normativa sui vaccini se non prima del 2019": di fatto anticipa l'iter semplificato previsto dalla legge sulla vaccinazione obbligatoria.
Tale decisione - specifica l'Autorità Garante - risponde alla richiesta dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana e di numerose altre amministrazioni su scala nazionale che hanno manifestato l’intenzione di effettuare uno scambio automatico di dati sulla regolarità vaccinale "anche in assenza di una specifica norma che lo consentisse per favorire il rispetto degli obblighi vaccinali nei termini previsti dalla legge. In considerazione dell’esigenza segnalata e dell’imminente avvio dell’anno scolastico, il Garante ha adottato con procedura urgente un procedimento a valenza generale che autorizza una comunicazione di dati personali non sensibili dalle scuole alle autorità sanitarie2.
Con questo provvedimento urgente, dunque:
- Le scuole – sia quelli pubbliche, sia quelle private – e i servizi educativi per l’infanzia possono trasmettere l’elenco degli iscritti alle aziende sanitarie territorialmente competenti. Tali elenchi potranno essere usati per l’attività di verifica delle singole posizioni e per l’avvio delle procedure previste (ad esempio la convocazione dei genitori), nonché per la pianificazione delle attività necessarie a mettere a disposizione dei genitori la documentazione prevista dal decreto.
- Il Garante ricorda che le aziende sanitarie, di propria iniziativa, al fine di semplificare le procedure, possono già inviare alle famiglie i certificati o altre attestazioni vaccinali per consegnarli alle scuole, senza dover aspettare che siano i genitori stessi a richiederli, nonché inviare altre comunicazioni relative agli obblighi vaccinali, anche a seguito di accordi con gli istituti scolastici.
Non è invece possibile - ribadisce il Garante - "comunicare direttamente alle scuole, anche tramite le aziende sanitarie, i dati sulle vaccinazioni effettuate dagli alunni come richiesto da alcune Regioni. Se il trattamento di dati sensibili non è espressamente previsto da una disposizione di legge i soggetti pubblici possono richiedere al Garante di esprimersi in tal senso solo dopo aver adottato una norma regolamentare - con parere conforme dell’Autorità - che specifichi i tipi di dati e di operazioni identificati e resi pubblici a cura dei soggetti che ne effettuano il trattamento, in relazione alle specifiche finalità perseguite nei singoli casi e nel rispetto dei principi indicati del Codice della privacy."
Sin dall’inizio della discussione il Garante della privacy "ha offerto la massima collaborazione ai Ministeri competenti e a tutte le altre amministrazione coinvolte – afferma il presidente dell'Autorità Antonello Soro - Per aiutare ulteriormente famiglie, scuole e regioni, abbiamo ritenuto ora necessario intervenire, nei limiti che ci sono consentiti dalla legge, per semplificare la vita alle famiglie e consentire un più celere flusso di dati. Ci auguriamo che questo provvedimento ristabilisca chiarezza e limiti i possibili rischi legati a uno scambio dati effettuato in assenza di una regolamentazione omogenea su tutto il territorio. Con il nostro provvedimento è ora consentita la trasmissione dei registri degli iscritti dalle scuole alle Asl. Al momento, invece, manca un’adeguata base regolamentare che consenta il flusso inverso, ovvero la trasmissione di dati sensibili dalle Asl alle scuole. Resta naturalmente ferma la nostra disponibilità a esaminare ogni soluzione normativa che possa eventualmente introdurre ulteriori semplificazioni”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
