Il Tirreno

Toscana

Siccità in Toscana: evapora il lago di Puccini e in mezzo spunta una spiaggia - Video

di Donatella Francesconi
La spiaggia che si è creata nel lago (foto Ciurca)
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La spiaggia che si è creata nel lago (foto Ciurca)

Noi col barcone sul Massaciuccoli, finito 57 centimetri sotto il livello del mare. Il timoniere: «In trenta anni di attività non ho mai visto una cosa del genere»

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TORRE DEL LAGO. “Addio al mi’ lago” scriveva Giacomo Puccini in una lettera da Milano. Addio Massaciuccoli. Impossibile non pensarlo nel viaggio a bordo dell’Airone”, motonave che con un viaggio di un’ora porta i turisti da Torre del Lago quasi fino sulle rive dell’altra sponda, a Massaciuccoli. «In trent’anni di attività - racconta - Giuseppe Diridoni, al timone - non ho mai visto una cosa del genere». La “cosa” è riassunta in un numero: meno 57 centimetri sul livello del mare, in un lago dalla profondità media di 1,65 metri. Non un lago qualsiasi, quello che, stretto nella morsa della siccità, da mesi perde quasi un centimetro al giorno. Perché il Massaciuccoli la cui atmosfera tanto risuona nelle note pucciniane è, infatti, il lago che in Toscana ha l’estensione maggiore.

Lago-lago, insomma, sia pur moribondo. O forse già cadavere. Visto che in oltre dieci anni da quel 2006 che vide siglare l’Accordo di programma per salvarlo, grazie a 18 milioni stanziati dal ministero dell’Ambiente , niente di quello che era sulla carta è stato realizzato. Anzi. Ad inizio estate è stato lo stesso consiglio regionale a decretare che la derivazione per portare acqua dal Serchio, il “tubone” - non è più la soluzione per garantire un futuro al Massaciuccoli. Che, intanto, evapora.

«Guarda là: quelle assi di solito non si vedono», indica Diridoni. Non c’è palo, canneto, “bilancia” (le costruzioni su palafitte, utilizzate da pescatori e cacciatori lungo tutte le sponde) che non mostri il segno, netto, di dove arriva l’acqua in condizioni normali: più in alto di almeno mezzo metro che oggi manca.

«Guarda lì: quella spiaggia in condizioni normali non c’è», si leva ancora il dito del timoniere dell’“Airone”, quasi in sincrono con le arie di Puccini che risuonano sulla barca, mandando in estasi i turisti. Siamo all’imbocco del canale “Malfante” e sulla lingua di sabbia che emerge si potrebbero piantare gli ombrelloni, se solo non fossero lontanissimi nel tempo quei tuffi consentiti nel Massaciuccoli.

Oggi emerge tutto quello che di solito l’acqua nasconde: compresi i rifiuti, in particolare quelli gettati lungo la sponda torrelaghese: «La siccità che abbassa il lago - è la voce dei cittadini sul Belvedere della frazione - potrebbe essere l’occasione per fare pulizia sul fondale», Anche perché, appena qualche settimana fa, un ristoratore del Belvedere - uno che conosce il Massaciuccoli meglio di casa propria - a bordo di un barchino si è visto perforare il fondo da una sbarra di metallo che iniziava ad emergere. Solo per caso o fortuna non c’è scappato il morto infilzato. Ma i due amici sul barchino hanno trascorso qualche ora in acqua prima che qualcuno arrivasse a salvarli.

L’altra barca della “Navilago” è ormeggiata, chiusa, immobile. Perché “pesca” più dell’ “Airone” e, quindi, in queste condizioni tocca il fondale. «Non arrivo più neppure a Massaciuccoli dove facciamo scalo su richiesta», prosegue il racconto di Diridoni: «Lì la situazione è anche peggiore di quella di Torre del Lago».

Per fortuna morie di pesci quest’anno non se ne sono ancora viste e i volatili che tracciano traiettorie sopra l’acqua del lago sono il simbolo della vita alla quale il vecchio Massaciuccoli si ostina a rimanere attaccato. Contro ogni previsione e contro ben altre traiettorie, molto meno poetiche: quelle dei pasticci burocratici per mano degli esseri umani che i problemi, invece, dovrebbero saper risolvere.

La Regione Toscana ha appena sospeso fino al 30 agosto i prelievi di acqua dal lago per uso agricolo. Mentre il Consorzio di bonifica Toscana Nord 1 tiene sotto controllo i livelli di salinità delle acque . Uno stare con il fiato sospeso intorno al capezzale del moribondo che mal si concilia con i sospiri degli innamorati stranieri a bordo dell’“Airone”, con le esclamazioni sorprese che accompagnano il dolce navigare della motonave, con i riflessi del sole sull’acqua, tra il falasco che è stato vita per intere generazioni e riparo per la folaga, l’uccello simbolo del padule di Massaciuccoli.

Meno 57 centimetri. E ogni giorno è una pena nello scrutare l’idrometro al Belvedere. Solo il 1955 ha saputo fare peggio: meno 59. In questo secolo il 2017 ha fatto segnare la situazione peggiore. Quella per cui sul lago non escono neppure le barche a vela più grandi, quelle che per pescaggio toccano nel fondale attuale. Per completare il quadro le previsioni del Consorzio Lamma confermano assenza di piogge per tutto il mese di agosto. Dal 1° settembre sono attesi temporali sui rilievi appenninici e solo dal 4 al 5 settembre si prevede la possibilità di qualche precipitazione in più e più diffusa. Una danza della pioggia sarebbe gradita, ci ha detto il lago nel salutare.

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