«Io e Renzi a quel tavolo ma la politica non c’entra»
di Cesare Bonifazi
Il sindaco forzista di Pietrasanta Mallegni racconta la cena con il segretario Pd «Abbiamo parlato dei figli. Non ho mire a Roma. E mi oppongo alla prescrizione»
3 MINUTI DI LETTURA
PIETRASANTA. Ieri il telefono del sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni è stato bollente per tutto il giorno. La notizia della sua cena con Matteo Renzi – data in esclusiva dal Tirreno – ha acceso la curiosità dei vertici di Forza Italia. E non poco. La giornata sarebbe cominciata proprio con due illustri chiamate: quella di Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, e di Paolo Romani, capogruppo in Senato. Entrambi curiosi di sapere cosa si erano detti i due commensali alla Cantina di Strettoia. «Massimo, ma che roba è questa? Addirittura il Nazareno?».
Lui è saltato dalla sedia: «Niente politica a quel tavolo, per carità», un mantra ripetuto per tutta alla giornata ad amici e giornalisti, incuriositi dal testa a testa con Renzi (e rispettive famiglie). Niente accordi segreti. E niente alleanze sul voto 2018, giura.
«Io e Matteo ci conosciamo da tanti anni - racconta Mallegni - Ci siamo incrociati casualmente domenica all’uscita dalla messa a Pietrasanta. Ci siamo salutati e abbiamo deciso di andare a mangiare una pizza con le rispettive famiglie. Lo ripeto: siamo amici e abbiamo parlato di quello di cui parlano gli amici. I figli, l’università». Se fare studiare i figli in Italia o all’estero, insomma, i discorsi che si fanno a tavola tra genitori.
Malgrado tutte le aspettative, il segretario Pd e il politico del centrodestra – considerato un astro nascente per gli elogi che gli ha più volte tributato Berlusconi - hanno deciso di non occuparsi dei temi caldi che riguardano l’Italia. Di “caldo” a quella tavola c’era soltanto la pizza. Anche se è verosimile che qualche battuta politica tra una portata e l’altra sia scappata. O meglio: è inverosimile il contrario, che due politici a tutto tondo non abbiano neppure sfiorato l’argomento.
La ragione per cui la politica è rimasta a casa? «Lo abbiamo fatto volutamente. Non sono titolato a prendere alcun accordo per il mio partito - spiega - Non ho ruoli all’interno di Forza Italia: sono solo il sindaco di Pietrasanta e se potessi continuerei a farlo per altri 40 anni».
Nessun biglietto solo andata per Roma, quindi. Malgrado le voci di un Silvio Berlusconi insistente per una sua candidatura alle prossime elezioni, lui non cede alle lusinghe e continua a dire no.
«Sono un imprenditore - spiega - e i miei figli sono piccoli: non ho alcuna intenzione di candidarmi e andare in Parlamento. A forza di dire che sono il delfino di Berlusconi, mi farete diventare un’acciuga» scherza. E magari andrà proprio come dice Mallegni, o forse no se dovesse arrivare un’investitura importante dall’alto.
Il sindaco di Pietrasanta è stato assolto da decine di reati e adesso aspetta la decisione della Cassazione alla quale ha fatto ricorso per tre reati minori malgrado fosse già in atto la prescrizione. Una scelta eloquente, alla ricerca di un’innocenza piena.
Ora riuscirà a superare anche le interpretazioni della cena in collina. «Siamo due personaggi pubblici che si sono incontrati in un luogo pubblico e hanno mangiato in un locale conosciuto e affollato - si difende - era inevitabile che qualcuno ci vedesse. Ma non ho niente da nascondere».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Lui è saltato dalla sedia: «Niente politica a quel tavolo, per carità», un mantra ripetuto per tutta alla giornata ad amici e giornalisti, incuriositi dal testa a testa con Renzi (e rispettive famiglie). Niente accordi segreti. E niente alleanze sul voto 2018, giura.
«Io e Matteo ci conosciamo da tanti anni - racconta Mallegni - Ci siamo incrociati casualmente domenica all’uscita dalla messa a Pietrasanta. Ci siamo salutati e abbiamo deciso di andare a mangiare una pizza con le rispettive famiglie. Lo ripeto: siamo amici e abbiamo parlato di quello di cui parlano gli amici. I figli, l’università». Se fare studiare i figli in Italia o all’estero, insomma, i discorsi che si fanno a tavola tra genitori.
Malgrado tutte le aspettative, il segretario Pd e il politico del centrodestra – considerato un astro nascente per gli elogi che gli ha più volte tributato Berlusconi - hanno deciso di non occuparsi dei temi caldi che riguardano l’Italia. Di “caldo” a quella tavola c’era soltanto la pizza. Anche se è verosimile che qualche battuta politica tra una portata e l’altra sia scappata. O meglio: è inverosimile il contrario, che due politici a tutto tondo non abbiano neppure sfiorato l’argomento.
La ragione per cui la politica è rimasta a casa? «Lo abbiamo fatto volutamente. Non sono titolato a prendere alcun accordo per il mio partito - spiega - Non ho ruoli all’interno di Forza Italia: sono solo il sindaco di Pietrasanta e se potessi continuerei a farlo per altri 40 anni».
Nessun biglietto solo andata per Roma, quindi. Malgrado le voci di un Silvio Berlusconi insistente per una sua candidatura alle prossime elezioni, lui non cede alle lusinghe e continua a dire no.
«Sono un imprenditore - spiega - e i miei figli sono piccoli: non ho alcuna intenzione di candidarmi e andare in Parlamento. A forza di dire che sono il delfino di Berlusconi, mi farete diventare un’acciuga» scherza. E magari andrà proprio come dice Mallegni, o forse no se dovesse arrivare un’investitura importante dall’alto.
Il sindaco di Pietrasanta è stato assolto da decine di reati e adesso aspetta la decisione della Cassazione alla quale ha fatto ricorso per tre reati minori malgrado fosse già in atto la prescrizione. Una scelta eloquente, alla ricerca di un’innocenza piena.
Ora riuscirà a superare anche le interpretazioni della cena in collina. «Siamo due personaggi pubblici che si sono incontrati in un luogo pubblico e hanno mangiato in un locale conosciuto e affollato - si difende - era inevitabile che qualcuno ci vedesse. Ma non ho niente da nascondere».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
