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«Impensabili arrivi solo al sud» 

«Impensabili arrivi solo al sud» 

Tajani non esclude l’ipotesi degli approdi in altri scali, ma «l’Ue deve aiutare l’Italia»

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MARINA DI PIETRASANTA. Aprire ai migranti i porti del Centro-nord – si era parlato di Genova e Trieste, ma anche di Livorno – per togliere un po’ di pressione dal Sud. E magari rallentare il continuo flusso di rifugiati che arriva tramite le Organizzazioni non governative. L’ipotesi circolata in questi giorni non trova l’opposizione di Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, ieri a Marina di Pietrasanta per un incontro al Caffè della Versiliana. «Non è pensabile – spiega – che tutto il peso degli sbarchi sia sulla parte meridionale del Paese. Ma è il Governo italiano che deve decidere».

Sulla questione dei migranti l’Italia è stata lasciata solo dall’Europa?

«L’Europa deve essere più solidale con l’Italia, che peraltro si era presa delle responsabilità nella gestione dei flussi migratori. Ora bisogna ricollocare i rifugiati nei Paesi europei. In questo senso l’Unione è stata molto dura, con una procedura d’infrazione nei confronti dei Paesi che si sono rifiutati di aprire le loro porte. Poi bisogna intervenire in Africa».

In che modo?

«Noi oggi ci occupiamo di qualche migliaio di migranti, ma tra 4-5 anni potrebbero essere milioni. Bisogna bloccare e colpire i trafficanti in Libia. Proprio sui trafficanti serve un’azione coesa da parte dell’Europa, così come di tutte le nazioni. Anche l’Onu, le Nazioni Unite, deve essere coinvolta sul controllo dei finanziamenti destinati all’Africa. Dobbiamo impedire che questi soldi finiscano in mano a potentati locali, facendo sì che si arricchiscano loro, invece di contribuire a gestire la questione dell’immigrazione. Certamente sui trafficanti bisogna essere più incisivi e questo vale anche per l’Onu».

Che ne pensa della possibilità di costringere le Ong a indirizzarsi sui porti del Centronord per lo sbarco dei migranti?

«Quella di dove si debbano ricollocare i migranti è una scelta che compete al Governo italiano. È chiaro non si può caricare tutto il peso su alcune regioni. Per quanto riguarda le Ong, devono rispettare le regole e non oltrepassare i limiti delle acque territoriali libiche: sennò significa invitare le persone in Italia e in Europa in un momento in cui è impossibile accoglierne altre».

Matteo Tuccini

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