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“Sanità tradita”. In mille in piazza contro i tagli
La Cgil porta lavoratori e sindaci sotto la Regione per i piccoli ospedali e contro la “privatizzazione”
FIRENZE. Da Volterra al Mugello, dal Livornese al Grossetano, dal Fiorentino all’Aretino. Martedì 27 giugno la Cgil ha aperto la vertenza regionale sulla sanità. Oltre mille i lavoratori scesi in piazza sotto il palazzo della giunta regionale. Obiettivo: manifestare contro quella che Mauro Fuso, della segreteria regionale, definisce «la privatizzazione strisciante della sanità».
Numerosi gli interventi al microfono da parte dei delegati dai territori. Ma c’erano anche le voci dalla piazza. Claudia Filippeschi, addetta alle pulizie, ha denunciato ritmi di lavoro insostenibili all’ospedale di Pontedera. Il sindaco Marco Buselli è rimasto sulla torre un giorno e una notte per dire no alla chiusura dell’ospedale di Volterra. Laura Del Freo, coordinatrice dall’ospedale Versilia dei servizi sulla sperimentazione chimica della mega Asl Toscana Nord ovest, ha puntato il dito sulla «mala riorganizzazione». Mentre Evandro Dell’Amico, funzionario all’ospedale delle Apuane, ha messo in fila tutti i servizi sanitari che non vanno. Ecco le loro testimonianze.
I PROBLEMI DEGLI OSPEDALI
«Noi addette alle pulizie all’ospedale di Pontedera – racconta Claudia Filippeschi – lavoriamo le stesse ore di qualche anno fa, ma abbiamo più stanze e più corridoi da pulire e non ce la facciamo. Mancano spesso sapone, salviette e carta igienica. Io telefono alla responsabile chiedendo di portarli, ma il giorno dopo non arrivano. Per quanto riguarda i lavoratori, ci sono meno assunti rispetto a quanti vanno in pensione». Sull’ospedale di Volterra il sindaco Buselli racconta il tira e molla con la Regione: «Prima volevano chiudere i reparti di chirurgia e ortopedia il fine settimana e chiudere l’emergenza-urgenza, ora sembra che abbiano fatto un passo indietro. Ma io non mi fido. Dicono che l’ospedale non chiuderà più, ma in questi anni lo hanno sfogliato come un carciofo».
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Al Versilia, a Lido di Camaiore, è l’accorpamento delle funzioni che fa storcere il naso. «La riforma sanitaria di fatto ci ha complicato il lavoro senza risolvere i problemi – dice Laura Del Freo –, la riorganizzazione dei servizi di sperimentazione chimica non funziona, c’è stato un accorpamento delle funzioni, ma senza migliorare la situazione». Ultimo capitolo: l’ospedale delle Apuane. Parla il funzionario Evandro Dell’Amico: «Il pronto soccorso ha un’accoglienza angusta, gli infermieri sono costretti a fare il triage da dietro la parete, in rianimazione gli operatori sono ridotti al lumicino e l’accorpamento della gestione del personale nel settore degli infortuni obbliga al superlavoro senza portare benefici».
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LE RISPOSTE DELLA POLITICA
Ieri il capo segreteria del presidente della Regione Ledo Gori ha ricevuto le rappresentanze sindacali per ascoltare le loro ragioni, ma lo scontro rimane totale. La assessora alla salute Stefania Saccardi non era presente all’incontro. E preferisce non commentare la manifestazione. La sua posizione non cambia. Le critiche della Cgil – ha detto giorni fa – sono «puramente politiche e hanno poca attinenza con i fatti».
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