Il presidio
«Metà spiagge libere in ogni Comune» Proposta di legge di Sì Toscana in Regione
«Le spiagge sono un bene comune, appartengono a tutti. Non è accettabile che ci siano lunghi tratti di costa inaccessibili ai cittadini solo perché non sono disposti a pagare sdraio e ombrelloni. Per...
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«Le spiagge sono un bene comune, appartengono a tutti. Non è accettabile che ci siano lunghi tratti di costa inaccessibili ai cittadini solo perché non sono disposti a pagare sdraio e ombrelloni. Per questo presentiamo una legge che obblighi i Comuni ad avere almeno il 50% di spiagge libere». I consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, ci vanno giù duri. La loro proposta di legge in nome delle “spiagge libere per tutti” colpisce al cuore gli interessi economici dei privati che gestiscono le aree concesse sulle spiagge. Una zona su tutte: la costa da Viareggio al Cinquale dove il 91% degli arenili – dicono loro - è occupato dagli stabilimenti balneari. C’è anche il giro di vite. Qualora il Comune non adegui il suo Piano di utilizzo arenili (Pua) entro 90 giorni dall’approvazione della legge, le spiagge libere scattano in automatico al 60%. Poi però alleggeriscono il tiro. «Le spiagge dovranno tornare libere a fine concessione e potranno diventare aree attrezzate con bar, sdraio e ombrelloni. Basta che la libera fruizione sia garantita».
Samuele Bartolini
Samuele Bartolini
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