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Allarme morbillo, impennata di contagi a Pisa, Firenze e Lucca
Le tre province toscane sono fra le dieci più colpite d’Italia. Decuplicati i casi. Saccardi: «Troppi genitori no-vax»
FIRENZE. Tre province fra le dieci più colpite d’Italia, con la Toscana quarta fra le regioni dove il morbillo continua a far paura. In attesa dell’obbligo di vaccinazione per i bimbi che frequentano o devono iscriversi ai nidi e alle scuole materne, da Livorno a Firenze e da Grosseto a Carrara sono ben 283 le persone che hanno contratto la malattia. È questo il dato – aggiornato al 21 maggio – fornito dall’Istituto superiore di Sanità. Numeri preoccupanti – e impressionanti se confrontati ai soli 26 casi di tutto l’anno scorso – che hanno visto negli ospedali uno dei luoghi principali di contagio: almeno 45 fra operatori e lavoratori delle aziende sanitarie, infatti, hanno preso il morbillo proprio nei reparti. Diciannove nelle strutture della provincia di Pisa (di cui 17 a Cisanello), 16 nell’Usl Toscana Centro, quattro a Massa, tre a Lucca, due a Livorno e una al Versilia.
I NUMERI
Nel suo complesso lo scenario è ancor più preoccupante. In provincia di Firenze, dal primo gennaio al 21 maggio, sono stati segnalati 91 casi di morbillo (sesto posto in Italia), in Lucchesia 77 e nel Pisano 58. Seguono le province di Pistoia (19), Massa Carrara (18), Livorno (12), Prato (4), Arezzo (2) e Grosseto e Siena (uno ciascuno). In tutta Italia, invece, l’epidemia ha riguardato 2.581 persone, di cui 585 in provincia di Roma, 528 a Torino, 177 a Milano e 104 a Chieti. L’aumento, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, è del 611%. Decisamente elevato. Altrettanto elevato l’aumento in Toscana, soprattutto se si paragona - magari in modo paradossale - il dato del contagio complessivo del 2016 (26 casi) coi casi registrati nel 2017 solo fra gennaio e il 21 maggio (283). Mettendo a confronto queste due cifre (non proprio omogenee) l’impennata sfiora il 990%.
I MOTIVI
Secondo l’assessora regionale alla Salute, Stefania Saccardi, e il professor Francesco Menichetti – direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’ospedale di Cisanello – le ragioni di questo attacco all’igiene pubblica sono molteplici. «Il livello di vaccinazione è sceso tantissimo, abbondantemente sotto la soglia di guardia del 95% – spiega il primario – e forse nel 2016 perfino sotto l’85%». I dati ufficiali, del 2015, parlano dell’88,7%, molto meno rispetto a cinque anni fa (nel 2012 la media era al 91,1%). «Altri motivi possono essere la densità di popolazione e il fatto che non tutti gli operatori sanitari si siano vaccinati – conclude Menichetti – cosa che io auspico facciano al più presto». Un’altra ragione da non sottovalutare – spiega l’assessora Saccardi – è che «la Toscana è una delle regioni in Italia dove il movimento “no vax” è più forte». Gruppi di persone – secondo Menichetti – mosse «da impressioni sbagliate, dato che il morbillo dà un’encefalite grave ogni 1.000 casi di malattia, mentre il suo antidoto in uno su un milione. Ci ballano tre zeri: lo dice la scienza».
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«ASSUMERE SOLO MEDICI VACCINATI»
Solo personale sanitario vaccinato. È la clausola che inserirà nei prossimi concorsi regionali l’assessora alla Salute Saccardi. «Chiunque potrà prendere parte alle selezioni – spiega l’ex vicesindaca di Firenze – ma non essersi vaccinati sarà un elemento ostativo alla successiva assunzione. Ho parlato con la ministra Lorenzin e le ho chiesto, nella conversione in legge del decreto, di inserire proprio questa clausola. Bisogna obbligare medici e infermieri a rendersi immuni, soprattutto se lavorano nei reparti più sensibili». E per chi è stato già assunto come potrà intervenire la Regione? Al momento, le armi, sono un po’ spuntate. «Può intervenire solo il responsabile per la sicurezza sul lavoro del singolo reparto o dell’ospedale – conclude Saccardi – e io mi auguro che ciò venga fatto in tutte le strutture. Non è possibile che gli operatori sanitari rischino di contrarre il morbillo».
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