Il Tirreno

Toscana

Nel feudo di Renzi fondi elettorali minacce e querele 

di Ilaria Bonuccelli

Un vecchio finanziamento al Pd di 10mila euro  usato come arma di scontro fra i candidati

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RIGNANO (FIRENZE). Parla, alza la voce, ma non risponde. Seduto alla pasticceria del paese, Daniele Lorenzini, sindaco uscente, gesticola davanti a un caffè. «Abbiamo deciso di affidare la propaganda delle regionali 2015 alla Eventi6 perché è una realtà locale che fa promozione». Qui considera chiuso il discorso. L’ex amico fraterno di Tiziano Renzi (ex segretario del Pd comunale, dopo lo scandalo Consip) sigilla la questione: «Tutto normale, mi pare». La Eventi6, però, è riconducibile alla famiglia di Matteo Renzi: la maggioranza è della mamma Laura Bovoli e delle due sorelle, Matilde e Benedetta. Seguendo i soldi, significa che la società viene pagata coi contributi elettorali girati dal Pd nazionale al Pd di Rignano quando Matteo Renzi era premier e, segretario del partito.
ROTTAMAZIONE ROTTAMATA
Messo così, l’argomento fa infuriare Lorenzini, il “Don Rodrigo” di Rignano, lo chiamano da queste parti. Si dice per il carattere asprigno: redarguisce perfino i mutuati che si permettono di fermarlo per strada per un consulto, visto che è anche il medico di famiglia di molti paesani. Magari è una maldicenza da avversari, a un passo dalle elezioni amministrative alle quali il Pd si presenta spaccato. L’ha spaccato proprio lui, Lorenzini, quando già era il ricandidato ufficiale del partito, senza primarie. Ha preso le distanze dal Pd di Consip e dall’ex amico Tiziano e ha buttato all’aria ogni accordo. Forse era sicuro che nessuno avrebbe avuto il coraggio di candidarsi contro di lui, quasi un ventennio passato in politica, da consigliere comunale a sindaco. Un record nella patria del Rottamatore: qui, evidentemente, la rottamazione è stata rottamata.
LA SFIDA SI RIPETE
Ma stavola ha accettato Eva Uccella, la sua vice-sindaca. Una legislatura per farsi gli anti-corpi. E una sfida (già persa) alle primarie di 5 anni fa. Questo fa sentire Lorenzini con la vittoria in tasca. Tanto da aver rifiutato perfino la proposta (estrema) di mediazione del Pd: presentiamoci uniti, con una lista unica, che abbia come simbolo il ponte del Paese e, magari, in un angolo anche lo stemma del partito. Niente da fare. Avanti da solo. Con il fido scudiero Tommaso Cipro, vicesindaco in pectore, assessore in carica e già mandatario della campagna delle Regionali. Quella dei 10mila euro alla Eventi6, società erede (idealmente) della vecchia Chil Post srl, la società di famiglia fallita tre anni dopo che Renzi senior l’aveva ceduta.
L’INCARICO ALLA FAMIGLIA
L’incarico alla Eventi6, però, risale ai tempi in cui ancora Lorenzini e i Renzi erano amici. In paese non volavano esposti e controquerele. I tempi in cui a Lorenzini pareva normale pagare la famiglia del premier per fargli la campagna elettorale. «Per quelle elezioni abbiamo avuto un finanziamento nazionale che arriva al partito di Rignano - insiste il sindaco-candidato - e poi quei soldi sono stati spostati... sono stati usati per pagare una fattura di 10.400 euro per servizi effettuati». Dalla Eventi6 «realtà locale che fa promozione. E se non ce ne sono altre a Rignano - è la risposta a domanda precisa - informatevi voi giornalisti. A noi non risulta». Ma la questione non è all’ordine del giorno «perché mi chiedete cose di tipo che a me non piacciono e quindi io non rispondo». Come sui criteri in base ai quali è stata selezionata Eventi6.
DENUNCE A RAFFICA
Prima o poi, comunque, Lorenzini dovrà rispondere. Soprattutto se la Eventi6 porterà la questione in tribunale. La società annuncia una causa di risarcimento contro il consigliere regionale Giovanni Donzelli (Fdi) per l’interrogazione sul compenso elettorale liquidato coi contributi raccolti dal Pd nazionale. «Mi chiedono di rinunciare all’immunità e rispondere penalmente di quello che ho sostenuto nell’interrogazione. Non lo farò, perché l’immunità nell’esercizio istituzionale mi è garantita dalla Costituzione. Però, invito Renzi o qualunque membro della sua famiglia a un confronto pubblico: in quella sede non sarò coperto da immunità e risponderò di tutto».
RANCORI LONTANI
Il vero riscontro, comunque, ci sarà alle elezioni. «Forse le vincerà l’uomo forte - commentano i ragazzi sotto il loggiato delle Poste di Rignano - ma questo Pd deve essere rinnovato». Deve ripartire dal confronto, dicono gli anziani sulle panchine di piazza XXV Aprile che poco badano alla Eventi6 e alla sua attività di distribuzione giornali o volantini per i supermercati. Parlano, a patto di non citare il nome. Indicativo del clima nella comunità. «Con un po’ di dialogo - dice un pensionato - sono certo che la cosa si risolveva». Qualcuno a mezza bocca dice che non andrà a votare, dopo una vita passata a credere nel partito. Il Pci di prima, il Pd malconcio, rancoroso e litigioso di oggi. Anche se i mal di pancia vengono da lontano. Quelli di Lorenzini si dice che partano proprio dalle regionali che gli sono costate il seggio per una manciata di voti.
MANCATO APPOGGIO
La versione di Lorenzini e del suo entourage magari è un’altra. Che il Pd, a suo tempo, non lo abbia sostenuto abbastanza alle regionali. Eppure a volerlo candidato per la Regione era stato proprio Tiziano Renzi. Anche per il Comune. Ora iniziano i mea culpa nel Pd. Tardivi. Almeno a sentire la gente: «Ci hanno messo in condizioni di non fidarci più di nessuno».
LONTANI DALLA GENTE
La politica lontana dalla gente. Anche qui, in casa di Matteo. Oggi feudo di Lorenzini. Dove Eva Uccelli tenta un’impresa in salita, anche se alla cena del finanziamento «siamo riusciti a mettere insieme 200 coperti». C’erano pure Tiziano Renzi, Stefania Saccardi, assessore regionale alla Sanità, Stefano Bruzzesi, il “mediatore” della segreteria regionale. Giusto per ribadire da quale parte sta il partito. E quindi Matteo. Alla griglia, Roberto Bargilli, il Billy che guidava il camper di Renzi ai tempi delle prime primarie. E che ha segnalato la faccenda della Eventi6: lo sa bene, visto che è nella società.
LA LITE FRA EX
Ma c’era anche molta gente delle 15 frazioni: il cuore pulsante di un comune di 8700 abitanti. È lì che sembra si giocherà la partita elettorale. Forse per questo, la vicesindaca passa la mattina a Cellai, in collina, ad aspettare la ditta che deve completare la pista ciclabile. «Qui, a Rignano - conferma Eva Uccella - la gente ha bisogno di piste ciclabili, strade vicinali, abbattimento della burocrazia, un ponte fra Comune e la Regione».Per ora l’unico dialogo al quale assiste è quello delle accuse fra ex. Una campagna elettorale per interposta procura. E un manifesto appeso alla vetrina della sede del Pd “Chi avvelena i pozzi della comunità, con egoismo ci condanna a essere ombrosi, piccoli e cattivi”. Cerca la mela, vota Pd. Attenzione, però, ai frutti avvelenati.

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