Il presidio
Mps e Venete, si stringe: slitta la commissione d'inchiesta
Per il Monte dei Paschi di Siena la messa in sicurezza si fa sempre più vicina e si tenta la stretta anche per Vicenza e Veneto Banca
SIENA. Per il Monte dei Paschi di Siena la messa in sicurezza si fa sempre più vicina e si tenta la stretta anche per Vicenza e Veneto Banca. Slitta invece il voto sulla costituzione della commissione d'inchiesta sulle banche, con il confronto in aula alla Camera che si fa già aspro tra Movimento 5stelle e Pd. I grillini hanno infatti accusato il Pd di rallentare l'iter della legge e il Partito Democratico ha replicato attaccando i pentastellati, accusati di non agevolare il percorso.
Lo scontro è nato dalla richiesta dalla grillina Maria Edera Spadoni (alla quale si è associata Forza Italia) che ha chiesto un'inversione del calendario dei lavori, poi bocciato dall'aula, per porre al primo posto l'esame della proposta di legge sulla commissione di inchiesta. L'esame alla fine è stato rimandato alla riapertura delle prossime ore dell'aula, dove il voto sulla commissione sarà al secondo punto all'ordine del giorno.
Nel frattempo sul Mps si sta "chiudendo l'accordo con la Commissione europea, è questione di giorni", ha assicurato il responsabile della segreteria tecnica del Mef, Fabrizio Pagani, che ha indicato "in chiusura" anche la cartolarizzazione degli Npl. In pista c'è il fondo Atlante e ci sarebbero trattative con Credito Fondiario e Fortress. Pagani, parlando a margine dell'Italian Investment Conference, ha ricordato che "il sistema bancario negli ultimi quattro mesi ha svoltato con la ricapitalizzazione di Unicredit, la dismissione di Npl, la vendita delle quattro banche ponte e ora con l'ingresso dello Stato in Mps".
Nelle prossime ore a Bruxelles sarà invece in programma un incontro fra la direzione generale della concorrenza dell'Ue, il Tesoro e i vertici delle banche venete, con gli a.d. della Popolare di Vicenza, Fabrizio Viola e di Veneto Banca, Cristiano Carrus. Scopo del vertice è fare il punto della situazione sulla richiesta di ricapitalizzazione precauzionale avanzata dai due istituti veneti. Le due banche hanno già presentato all'Ue i loro piani di ristrutturazione che prevedono la fusione fra gli istituti, con una fabbisogno di capitale complessivo stimato in 6,4 miliardi e lo smaltimento di 9,6 miliardi di sofferenze lorde. L'iter per la ricapitalizzazione delle venete, che determinerebbe il controllo dello Stato sulle due banche, è analogo a quello di Mps.
Al termine dell'Ecofin il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha sottolineato che si stanno "facendo delle operazioni in assoluto rispetto delle regole che consentono l'utilizzo" del "meccanismo di ricapitalizzazione preventiva, perché a volte da parte di altri paesi dell'Ue c'è il sospetto che l'Italia non stia rispettando le regole. Le stiamo rispettando completamente", ha puntualizzato Padoan ricordando che "questo meccanismo è una novità" e che "lo stiamo applicando per la prima volta assieme alle istituzioni, quindi è chiaro che non ci sono precedenti, ed è importante il modo in cui questi precedenti sono definiti in partenza", ha aggiunto.
Sempre sul fronte bancario non si smorzano le perplessità sul bail in. L'Abi ribadisce che non dovrebbe essere retroattivo e le norme che lo regolano andrebbero riviste.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
