Il presidio
Beccati e condannati i furbetti dei pubblici uffici
di Lara Loreti
Timbrano il cartellino e spariscono o rubano: tre casi emersi in una settimana I giudici parlano di «incidenza lesiva sull’immagine dell’amministrazione»
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FIRENZE. Il dipendente della Regione che timbra il cartellino e poi se ne va a spasso. L’addetto alla corrispondenza delle Poste che ruba gli oggetti preziosi dall’interno delle lettere. Il lavoratore del Comune che si finge malato e che simula di recarsi al lavoro e invece si infila in palestra per fare sport.
I furbetti della pubblica amministrazione (e dei pubblici incarichi) sembrano non avere freni né confini. Nel giro di una settimana sono emersi tre casi di persone – tutti uomini – che in qualche modo avrebbero raggirato il datore di lavoro per privilegiare interessi ed esigenze personali, a danno della collettività.
Ma non tutti la fanno franca. E se sul caso del fiorentino di 55 anni, ormai ex dipendente della Regione – è stato licenziato dieci giorni fa – le indagini penali sono ancora in corso, sugli altri due, dipendenti del Comune fiorentino e delle Poste, i giudici hanno già emesso le proprie sentenze. Al livello penale, entrambi sono stati condannati in via definitiva a due anni e 8 mesi totali di reclusione. E anche la Corte dei Conti s’è già espressa su tutte e due i casi, con la condanna al pagamento di oltre 9mila euro per l’addetto delle Poste e di quasi 12mila per il lavoratore comunale.
Al livello contabile, i due dovranno risarcire i rispettivi enti per il danno all’immagine e per aver preso stipendi che non erano loro dovuti. Gli stessi giudici nella sentenza hanno posto l’accento su quanto queste storie abbiano una “cattiva” influenza sull’opinione pubblica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I furbetti della pubblica amministrazione (e dei pubblici incarichi) sembrano non avere freni né confini. Nel giro di una settimana sono emersi tre casi di persone – tutti uomini – che in qualche modo avrebbero raggirato il datore di lavoro per privilegiare interessi ed esigenze personali, a danno della collettività.
Ma non tutti la fanno franca. E se sul caso del fiorentino di 55 anni, ormai ex dipendente della Regione – è stato licenziato dieci giorni fa – le indagini penali sono ancora in corso, sugli altri due, dipendenti del Comune fiorentino e delle Poste, i giudici hanno già emesso le proprie sentenze. Al livello penale, entrambi sono stati condannati in via definitiva a due anni e 8 mesi totali di reclusione. E anche la Corte dei Conti s’è già espressa su tutte e due i casi, con la condanna al pagamento di oltre 9mila euro per l’addetto delle Poste e di quasi 12mila per il lavoratore comunale.
Al livello contabile, i due dovranno risarcire i rispettivi enti per il danno all’immagine e per aver preso stipendi che non erano loro dovuti. Gli stessi giudici nella sentenza hanno posto l’accento su quanto queste storie abbiano una “cattiva” influenza sull’opinione pubblica.
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