Il presidio
Telefonate moleste Pd: «Subito la legge»
Presentata una mozione per invitare il Parlamento a difendere gli utenti: le richieste ricalcano quelle del Tirreno
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FIRENZE. «Il Parlamento approvi in tempi brevi una legge contro il telemarketing selvaggio». La mozione parte dalla Regione. Dal Pd. È firmata da nove consiglieri e verrà portata in votazione. Viene stimolata dalla campagna de Il Tirreno che da mesi si batte contro le telefonate moleste e chiede una riforma della legge nazionale. E più tutela per gli abbonati.
Primo firmatario è il vicesegretario regionale del Pd, Antonio Mazzeo. Poi c’è il capogruppo del Pd in Regione, il grossetano Leonardo Marras. E ancora, per spostarsi sulla costa, l’ex sindaco di Piombino Gianni Anselmi, il pisano Andrea Pieroni, il carrarese Giacomo Bugliani; poi Fiammetta Capirossi (Scarperia), Massimo Baldi (Pistoia), Marco Niccolai (Pescia), la vicepresidente del consiglio regionale, Lucia DeRobertis (Arezzo). Tutta la Toscana o quasi rappresentata nel documento che impegna la giunta ad «attivarsi nei confronti del Parlamento e in ogni sede utile, anche con specifiche azioni di sensibilizzazione, ad arrivare in tempi celeri alla modifica della normativa vigente per una maggiore tutela dei cittadini dalle chiamate promozionali indesiderate». Come? «A partire - cita il documento - dal rafforzamento e dall’ampliamento delle condizioni di tutela offerte dal Registro delle Opposizioni». Nello specifico, il Pd suggerisce - sulla base di quanto propone Il Tirreno con la sua petizione che ha superato 117mila sostenitori- di «iscrivere (al Registro delle Opposizioni) tutti i numeri sia mobili sia fissi (e non solo quelli pubblicati negli elenchi telefonici); la possibilità di garantire che l’iscrizione al Registro comporti la cancellazione automatica (totale o selettiva) dei consensi dati in precedenza dall’interessato (all’utilizzo dei propri dati) per le telefonate commerciali».
Il Pd, inoltre, suggerisce - come già nei mesi scorsi il Garante della Privacy - di ridurre i costi di gestione (e consultazione) del Registro delle Opposizioni, per «agevolare l’utilizzo da parte delle imprese. Infatti oggi la consultazione costa di una tariffa elevata per le imprese che vogliano confrontare le proprie liste di numeri di telefono (di utenti da contattare a fini commerciali) con quelle del Registro»: ad esempio: 3.600 euro ogni 15 giorni per 300mila utenze; 9.200 euro per 1 milione di utenze e così via. «Tali accorgimenti se adottati - conclude la mozione del Pd - potrebbero costituire un vantaggio anche per le imprese di telemarketing, aumentando l’efficacia di ogni singola telefonata: i call center, infatti, avrebbero la certezza di rivolgersi solo a utenti davvero disponibili a essere contattati per fini commerciali». Proprio come sostiene anche Assocontact, l’associazione che rappresenta circa il 70/80% di call center.
Ilaria Bonuccelli
Primo firmatario è il vicesegretario regionale del Pd, Antonio Mazzeo. Poi c’è il capogruppo del Pd in Regione, il grossetano Leonardo Marras. E ancora, per spostarsi sulla costa, l’ex sindaco di Piombino Gianni Anselmi, il pisano Andrea Pieroni, il carrarese Giacomo Bugliani; poi Fiammetta Capirossi (Scarperia), Massimo Baldi (Pistoia), Marco Niccolai (Pescia), la vicepresidente del consiglio regionale, Lucia DeRobertis (Arezzo). Tutta la Toscana o quasi rappresentata nel documento che impegna la giunta ad «attivarsi nei confronti del Parlamento e in ogni sede utile, anche con specifiche azioni di sensibilizzazione, ad arrivare in tempi celeri alla modifica della normativa vigente per una maggiore tutela dei cittadini dalle chiamate promozionali indesiderate». Come? «A partire - cita il documento - dal rafforzamento e dall’ampliamento delle condizioni di tutela offerte dal Registro delle Opposizioni». Nello specifico, il Pd suggerisce - sulla base di quanto propone Il Tirreno con la sua petizione che ha superato 117mila sostenitori- di «iscrivere (al Registro delle Opposizioni) tutti i numeri sia mobili sia fissi (e non solo quelli pubblicati negli elenchi telefonici); la possibilità di garantire che l’iscrizione al Registro comporti la cancellazione automatica (totale o selettiva) dei consensi dati in precedenza dall’interessato (all’utilizzo dei propri dati) per le telefonate commerciali».
Il Pd, inoltre, suggerisce - come già nei mesi scorsi il Garante della Privacy - di ridurre i costi di gestione (e consultazione) del Registro delle Opposizioni, per «agevolare l’utilizzo da parte delle imprese. Infatti oggi la consultazione costa di una tariffa elevata per le imprese che vogliano confrontare le proprie liste di numeri di telefono (di utenti da contattare a fini commerciali) con quelle del Registro»: ad esempio: 3.600 euro ogni 15 giorni per 300mila utenze; 9.200 euro per 1 milione di utenze e così via. «Tali accorgimenti se adottati - conclude la mozione del Pd - potrebbero costituire un vantaggio anche per le imprese di telemarketing, aumentando l’efficacia di ogni singola telefonata: i call center, infatti, avrebbero la certezza di rivolgersi solo a utenti davvero disponibili a essere contattati per fini commerciali». Proprio come sostiene anche Assocontact, l’associazione che rappresenta circa il 70/80% di call center.
Ilaria Bonuccelli
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