Il presidio
L’omicidio della bambina di Calambrone
Il patrigno di Samanta accusa: «L’ha uccisa sua madre»
PISA. Lei, Samantha, è l’unica innocente. La più vulnerabile, messa di lato e poi dimenticata nella marginalità più deteriore. L’uomo in carcere da oltre un anno con l’accusa di averla uccisa non...
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PISA. Lei, Samantha, è l’unica innocente. La più vulnerabile, messa di lato e poi dimenticata nella marginalità più deteriore.
L’uomo in carcere da oltre un anno con l’accusa di averla uccisa non solo si proclama innocente. Fa di più: accusa la mamma della piccola, all’epoca la sua convivente, di averla sempre picchiata. Fino al giorno, era il 27 aprile 2016, in cui il calvario della piccina di tre anni si concluse con la morte. E con una reazione a catena che prima ha portato in carcere il patrigno, Tonino Krstic, 32 anni, serbo, e poi sotto processo in Corte d’Assise. Rischia l’ergastolo l’ex compagno di Francisca Juana de Olmo, 34enne dominicana, a sua volta a giudizio, con il rito abbreviato in un altro procedimento, per non aver impedito i pestaggi sulla figlia in quella baracca a Calambrone. Il pm ha chiesto una condanna a 8 anni. Il processo per Krstic - omicidio volontario aggravato da sevizie e maltrattamenti continuati - andrà a sentenza ai primi di luglio. Nel corso delle udienze quell’ambiente lurido e invisibile, ma solo a chi non voleva vedere, è stato raccontato in aula. Parole e scene sospese in un silenzio commosso. Perché il pensiero era sempre per lei, Samantha, costretta a seguire la mamma in fuga da un matrimonio in crisi con un pizzaiolo di Rapallo.
La tragedia ha riavvicinato la coppia che ora è tornata insieme. La versione dell’imputato è opposta a quella della Procura che, tra consulenze mediche e indagini, è convinta di aver messo in fila le prove per ottenere la condanna di Krstic. E di poter dare così giustizia a quella bimba che non chiedeva di vivere in una baracca. Per colpa degli adulti le è toccato morirci.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’uomo in carcere da oltre un anno con l’accusa di averla uccisa non solo si proclama innocente. Fa di più: accusa la mamma della piccola, all’epoca la sua convivente, di averla sempre picchiata. Fino al giorno, era il 27 aprile 2016, in cui il calvario della piccina di tre anni si concluse con la morte. E con una reazione a catena che prima ha portato in carcere il patrigno, Tonino Krstic, 32 anni, serbo, e poi sotto processo in Corte d’Assise. Rischia l’ergastolo l’ex compagno di Francisca Juana de Olmo, 34enne dominicana, a sua volta a giudizio, con il rito abbreviato in un altro procedimento, per non aver impedito i pestaggi sulla figlia in quella baracca a Calambrone. Il pm ha chiesto una condanna a 8 anni. Il processo per Krstic - omicidio volontario aggravato da sevizie e maltrattamenti continuati - andrà a sentenza ai primi di luglio. Nel corso delle udienze quell’ambiente lurido e invisibile, ma solo a chi non voleva vedere, è stato raccontato in aula. Parole e scene sospese in un silenzio commosso. Perché il pensiero era sempre per lei, Samantha, costretta a seguire la mamma in fuga da un matrimonio in crisi con un pizzaiolo di Rapallo.
La tragedia ha riavvicinato la coppia che ora è tornata insieme. La versione dell’imputato è opposta a quella della Procura che, tra consulenze mediche e indagini, è convinta di aver messo in fila le prove per ottenere la condanna di Krstic. E di poter dare così giustizia a quella bimba che non chiedeva di vivere in una baracca. Per colpa degli adulti le è toccato morirci.
Pietro Barghigiani
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