Il Tirreno

Toscana

IL FURBETTO DEL CARTELLINO  

Assente dal lavoro per 143 volte 

La contestazione della Regione al dipendente licenziato

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FIRENZE. La contestazione è pesante. Il dipendente licenziato dalla Regione (settore relazioni internazionali, ufficio cooperazione) sarebbe risultato assente ingiustificato 143 volte. Non una, per caso. La Regione avrebbe deciso di licenziarlo perché non lo avrebbe trovato in ufficio dopo aver timbrato il cartellino per 143 volte.
Si tratta di una contestazione enorme. Tre volte superiore a quella che alcuni anni fa venne mossa a un altro dipendente della Regione che aveva patteggiato una pena di 9 mesi (oltre al pagamento di una multa) per essere stato trovato a giocare a tennis in orario di ufficio. Il problema è che mentre giocava a tennis risultava regolarmente al lavoro.
Nel caso più recente, dopo la segnalazione partita contro il dipendente “assenteista”, la pubblica amministrazione ha avviato gli accertamenti. E ha verificato per 143 volte, quasi 5 mesi di fila, il dipendente avrebbe timbrato il cartellino e poi avrebbe abbandonato il posto di lavoro. Da qui la decisione di procedere a rescindere il contratto, con la procedura accelerata, come prevede la nuova normativa per la pubblica amministrazione,d opo la riforma Madia. Del resto - evidenziano dalla Regione - il mancato provvedimento nei confronti del dipendente assenteista avrebbe comportato un provvedimento sanzionatorio nei confronti del dirigente responsabile del settore. Oggi la legge, infatti, comporta che chi si macchia di “mancata vigilanza” e di negligenza nell’adottare provvedimenti sanzionatori nei confronti degli assenteisti venga riconosciuto altrettanto responsabile del danno causato alla pubblica amministrazione.
Era già successo anche nel caso del dipendente tennista: la Corte dei Conti della Toscana aveva chiamato a rispondere in solido delle assenze del lavoratore pure il dirigente che non aveva vigilato e denunciato le sue assenze. Questo perfino prima della riforma Madia. Oggi c’è pure la legge che inchioda i dirigenti a questo obbligo.

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