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Telefonate moleste illimitate, Renzi: "Un errore, il Ddl concorrenza va cambiato"
L'ex premier contesta la norma beffa che elimina i limiti alle chiamate commerciali, già denunciata a febbraio dal Tirreno: "Ho chiesto al capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato di verificare per bene la situazione"
ROMA. "Ho chiesto informazioni. So che è un emendamento del Movimento Cinque Stelle che è stato accolto. Ma sinceramente mi sembra un errore. Ho chiesto al capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato di verificare per bene la situazione. Grazie per la segnalazione". Così risponde Matteo Renzi, segretario del Pd, a un iscritto che su Facebook gli chiede di correggere la norma sul telemarketing inserita nel ddl concorrenza. Norma la cui approvazione è stata spiegata dal Tirreno e denunciata in anteprima a febbraio.
Il nostro giornale ormai da molti mesi è impegnato in un campagna per far modificare la legge sul telemarketing selvaggio: la petizione lanciata su Change.org ha giù superato le 115.700 firme.
Secondo la norma inserita nel Ddl Concorrenza, approvato da 153 senatori, d’ora in avanti chiunque voglia venderci un contratto, una lavatrice, voglia avanzarci una proposta commerciale o solo infastidirci telefonicamente non deve fare altro che alzare la cornetta e chiamarci. Senza avere il nostro consenso. Ha bisogno della nostra autorizzazione solo a continuare la chiamata, ma dopo che già ci ha disturbati visto che può stabilire con noi «un contatto telefonico anche non sollecitato». Così, infatti, stabilisce l’emendamento inserito nel Ddl concorrenza da tre senatori di M5S: Gian Luca Castaldi, Gianni Pietro Girotto, Vito Rosario Petrocelli (in ordine rigorosamente alfabetico).
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