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IL DELITTO DI PISA
Prima dell’omicidio anche le sevizie sul corpo della bimba
PISA. Non gli bastarono le botte, inzuppare la cintola in un secchio e colpirla sulle cosce o la schiena, sollevarla e scaraventarla a terra ad ogni suo rifiuto. No, Tonino Kristc colpì e torturò...
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PISA. Non gli bastarono le botte, inzuppare la cintola in un secchio e colpirla sulle cosce o la schiena, sollevarla e scaraventarla a terra ad ogni suo rifiuto. No, Tonino Kristc colpì e torturò Samantha Castagnino quando ormai non riusciva più a reagire, quasi a parlare e a muoversi. E lo fece «fino a ricoprirne di tumefazioni il 50 per cento del corpo». È il passaggio chiave della perizia medico legale a cui ieri si è appellato il pm Giancarlo Dominijanni per modificare i capi di imputazione a carico di Kristc e aggiungere all’omicidio volontario anche l’aggravante delle sevizie. Una piccola correzione di rotta nella strategia accusatoria con cui il sostituto procuratore di Pisa punta però ad ottenere il massimo della pena. Se la giuria gli desse ragione, infatti, il 32enne serbo accusato di aver ucciso la piccola di tre anni e mezzo, trovata morta in una baracca di Calambrone il 27 aprile dell’anno scorso, potrebbe prendere l’ergastolo. Accusata di maltrattamenti anche la madre della bimba, Juana Francisca De Olmo. La dominicana, ex compagna di Kristc, ha scelto l’abbreviato, e per lei il processo inizierà il 26 aprile, alla vigilia dell’anniversario della morte della figlia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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