Meteo
Il 12 agosto 1944 le SS trucidarono centinaia di civili solo per terrorizzare
All'inizio dell'agosto 1944 Sant'Anna di Stazzema, frazione della Versilia, viene qualificata dal comando tedesco come “zona bianca”, località adatta ad accogliere sfollati: per questo la...
All'inizio dell'agosto 1944 Sant'Anna di Stazzema, frazione della Versilia, viene qualificata dal comando tedesco come “zona bianca”, località adatta ad accogliere sfollati: per questo la popolazione, in quell'estate, aveva superato le mille unità. Ma all'alba del 12 agosto 1944, 3 reparti di SS salirono a Sant'Anna, mentre un quarto chiudeva ogni via di fuga a valle sopra il paese di Valdicastello. Alle sette il paese era circondato. Quando le SS giunsero a Sant'Anna, iniziò il massacro: rastrellarono i civili, li chiusero nelle stalle o nelle cucine delle case, li uccisero con colpi di mitra, bombe a mano colpi di rivoltella. La vittima più giovane, Anna Pardini, aveva 2 mesi. Non si trattò di rappresaglia: come è emerso dalle indagini della procura militare di La Spezia, coordinate dal pm Marco De Paolis, si trattò di un atto terroristico premeditato e curato in ogni dettaglio per annientare la volontà della popolazione. La ricostruzione degli avvenimenti, in modo ufficiale, è stata possibile grazie al processo che si è celebrato al Tribunale militare di La Spezia, conclusosi nel 2005 con la condanna all'ergastolo per tutti e dieci le SS rinviate a giudizio. La sentenza è stata confermata in Appello nel 2006 e ratificata in Cassazione nel 2007. Nessun condannato per l’eccidio è andato mai in carcere.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
