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In piazza contro l'obbligo dei vaccini a scuola. Saccardi: "Basta discrezionalità"
Nel giorno della commissione regionale per discutere la legge approvata dalla giunta, la protesta di una settantina di genitori. L'assessore: non si può decidere di vaccinarsi per una cosa sì e un'altra no e di farlo quando e come ci pare
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FIRENZE. Allo slogan "Sì alla libertà di scelta, non siamo contrari ai vaccini, siamo contro l'obbligo vaccinale", si è svolta il 22 marzo a Firenze una manifestazione organizzata da CLiVa, il Comitato per la libertà di scelta vaccinale contro la proposta di legge della Regione Toscana, già approvata dalla Giunta regionale, in merito all'obbligo dei vaccini come requisito per accedere a asili nido, scuole materne e servizi dell'infanzia.
Il presidio, davanti alla basilica di San Lorenzo, si svolge in concomitanza con una serie di audizioni sulla proposta di legge, in commissione sanità del Consiglio regionale, presieduta da Stefano Scaramelli (Pd), dove saranno ascoltati anche alcuni esponenti del comitato. "La scelta di fare le vaccinazioni non è messa in discussione, ed in Toscana è attualmente in vigore una delibera che permette la libertà di scelta e permette di applicare un calendario vaccinale personalizzato - ha spiegato il presidente del comitato Cliva Alessandra Ghisla -. Non siamo ribelli, non siamo contro i vaccini, ma contro una politica vaccinale che li impone".
Secondo il comitato "mettere in regola un bambino non vaccinato, o parzialmente vaccinato, per poterlo mandare a scuola, vuol dire sottoporlo a 14 vaccinazioni, che salgono a 38 con i richiami, tutte insieme o quasi. Queste vaccinazioni di solito si fanno in un calendario di 4 anni. Anche a livello di salute questo non è fattibile". Per Ghisla questa "legge propone una politica vaccinale che fa acqua da tutte le parti. Messa così questa è una legge discriminatoria, che ghettizzerà genitori e figli, perché costringerà alla home schooling o alla creazione di scuole private ad hoc". "Su Facebook siamo circa 2500 membri ma abbiamo calcolato che in Toscana chi non è in regola con i vaccini sono circa 27mila bambini, vuol dire oltre 50 mila genitori. Ci aspettiamo di crescere molto", ha concluso.
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L'ASSESSORA SACCARDI: OBBLIGO NECESSARIO
"Noi abbiamo una responsabilit di governo anche prendendo decisioni che possono apparire impopolari", senza "cedere ai populismi o impressionarsi perché cento persone la pensano diversamente e manifestano in piazza.
Quando con la persuasione non si ottiene nulla e quando è in gioco la salute pubblica, come stiamo vedendo con i focolai di morbillo, l'obbligatorietà è necessaria per il risultato". Lo ha detto l'assessore toscano al diritto alla salute Stefania Saccardi. "Abbiamo creato una commissione di esperti - aggiunge Saccardi - abbiamo approfondito il tema e poi fatto una proposta di legge. Il Consiglio regionale faccia le sue scelte e si prenda le sue responsabilità sulla soluzione da prendere. E la prenderà davanti a tutti, compreso quell'85% di genitori che i propri figli li vaccina". Per questo, secondo l'assessore, è necessario che l'obbligatorietà interessi non solo i nidi, dove non tutti i bimbi vanno, ma soprattutto le scuole materne che sono frequentate dal 94% dei bambini.
Replicando ai genitori che oggi hanno manifestato contro l'obbligatorietà delle vaccinazioni e che hanno chiesto un calendario vaccinale personalizzabile, Saccardi ha spiegato di comprendere "che si possa essere a favore o contro l'obbligatorietà vaccinale, perché è una scelta politica, ma non si può pretendere di intervenire sul calendario vaccinale quando questo spetta agli immunologi e al piano nazionale vaccini. Non si può decidere di vaccinarsi per una cosa sì e un'altra no e farlo quando e come ci pare. Qui siamo nel campo della scienza e non della discrezionalità".
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