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Toscana

Cartello degli appalti, 48 richieste di giudizio

Chiesto il rinvio a giudizio per i 48 indagati della maxi inchiesta sul “cartello” degli appalti ferroviari. Fissata a Firenze per il 28 marzo l’udienza nella quale decidere se processare dirigenti...

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Chiesto il rinvio a giudizio per i 48 indagati della maxi inchiesta sul “cartello” degli appalti ferroviari. Fissata a Firenze per il 28 marzo l’udienza nella quale decidere se processare dirigenti e imprenditori al centro - secondo l’accusa - di accordi illeciti che avrebbero favorito lo stesso giro di aziende nell’aggiudicazione degli appalti.

I fatti contestati sarebbero avvenuti fra il 2010 e il 2011; i capi di imputazione contestati sono 52: si va dall’ associazione a delinquere, corruzione, turbativa d'asta, falso, rivelazione di segreti di ufficio, intercettazioni abusive dei sistemi informatici fino all’abuso d'ufficio. Per l'accusa, emergono circostanze penalmente rilevanti su aggiudicazioni di gare per forniture di vario tipo su funzionamento e manutenzione di treni e carrozze. I singoli appalti, anche da milioni di euro, erano banditi per batterie, convertitori, freni, software, bobine, ricambi, materiale elettrico. Altri appalti, denaro o benefit sarebbero stati la “merce di scambio” garantita a chi partecipava al “cartello”. Gli inquirenti ritengono che per addomesticare le gare gli indagati ottenevano informazioni riservate decisive, grazie al concorso dei funzionari di Trenitalia indagati, ma anche accedendo dall'esterno abusivamente ai sistemi informatici. Tra le informazioni anticipate illecitamente prima dei bandi , anche le specifiche di alcune forniture filtrate mentre i dirigenti di Trenitalia le stavano ancora predisponendo.

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