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Prevenzione obbligata M5S e Livorno guidano la rivolta
Nogarin: «Forzatura insopportabile della Regione» La Toscana: «Preservare la salute degli altri è un dovere»
FIRENZE. «Una forzatura insopportabile». Il pentastellato Filippo Nogarin è il primo sindaco a schierarsi contro la scelta della Regione di rendere obbligatoria la vaccinazione per i bambini da iscrivere a nidi e materne. E da Livorno annuncia battaglia. Potrebbe arrivare alla “disobbedienza civile”: a non rispettare la legge. Ma prima ancora, potrebbe impugnarla, quando il consiglio regionale la approverà. Sempre che non ci pensino prima i consiglieri di M5S, il suo gruppo.
LIVORNO E M5S SI RIBELLANO
Andrea Quartini, consigliere regionale Cinque stelle, da giorni si scaglia contro la proposta di legge della Toscana che vieta l’accesso dei bambini non vaccinati a tutti i servizi della prima infanzia, compresi spazio giochi e servizio educativo domiciliare. Ora che la giunta ha licenziato la proposta e la legge arriva in aula, Quartini chiede che «il percorso di approvazione passi da audizioni di medici, infettivologi, dirigenti sanitari, forze dell’ordine, dirigenti scolastici e genitori: tutte figure coinvolte nella proposta del Pd». Che a sostegno della proposta di legge cita una vasta giurisprudenza.
IL VACCINO IMPOSTO NON È
NON INCOSTITUZIONALE
In particolare, la Regione ricorda che già nel 1994 una sentenza della Consulta ricorda che l’articolo 32 dell Costituzione postula «il necessario contemperamento del diritto alla salute del singolo (anche nel suo contenuto di non assoggettabilità a trattamenti sanitari non richiesti o accettati) con il coesistente diritto di ciascun individuo e con la salute della collettività». Riguardo alle vaccinazioni obbligatorie, la Consulta ricorda che è necessario contemperare il diritto alla salute «con il diritto del bambino che esige tutela anche nei confronti dei genitori che non adempiono ai compiti inerenti alla cura del minore». Inoltre - ricorda la Toscana - sempre la Consulta nel 1992 stabilisce che «la legge impositiva di un trattamento sanitario non è incompatibile con il diritto alla salute “se il trattamento sia diretto non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettati, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri».
LE FAMIGLIE ANTI-VACCINO
Per molte famiglie livornesi la tesi non è valida. Poco importa che sia la Consulta è sostenerla. Tanto che si stanno organizzando nel gruppo “Libertà di scelta sui vaccini-Livorno”: attraverso Facebook promuovono iniziative di contrasto alla legge regionale. Come già sta facendo il gruppo Genitori del No della Toscana e la più ampia rete Comilva che a ottobre ha lanciato una petizione on line contro la vaccinazione obbligatoria per i bambini da iscrivere ai nidi. In linea con M5S perché - ricorda Quartini - «i vaccini sono importanti, ma vanno diffusi con campagne informative corrette che conquistino consensi». L’obbligatorietà - insiste Nogarin - farà solo calare le iscrizioni a nidi e materne.
RADIARE I MEDICI OPPOSITORI
Non la pensa così il deputato pisano Federico Gelli, responsabile Sanità del Pd che rilancia la proposta di radiare dall’albo i medici «che sconsiglino la vaccinazione». Di cui stasera dalle 21 parlerà l’assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi, nella trasmissione “Piazza Pulita” su La7, con l’immunologa Chiara Azzari, responsabile della clinica di pediatria II del Meyer. (il.bo.)
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