Il presidio
Quell'Italia minore che resiste
C’è un pezzo d’Italia, lontana dalle luci della ribalta, attaccata a radici antiche, orgogliosa dei suoi stili di vita
Abbiamo gioito. Abbiamo pianto. Abbiamo imprecato. Abbiamo pregato. Con il cuore gonfio di speranza e di dolore. Davanti alla tv, sui social, leggendo il giornale. Farindola, località Rigopiano, un punto sperduto sull’Appennino abruzzese, ha condensato d’improvviso il senso di una nazione. Ci siamo sentiti tutti vigili del fuoco, spalatori di neve, scialpinisti. Eroi comuni, senza nome. Eroi programmati per lavorare in squadra. Capaci di lenire - “dopo”, con il loro generoso intervento - le omissioni, le distrazioni, le inefficienze del “prima”. Prima della tragedia. Prima dei lutti.
Di chi la colpa? C’è un’insana voglia di giustizia sommaria ogni qual volta l’Italia mostra le sue fragilità. La giustizia sommaria è merce di scambio nel cattivo mercato della propaganda politica. Arricchisce alternativamente gli uni e gli altri, senza mai affrontare veramente le cause delle italiche debolezze. Conosco quel lembo d’Abruzzo; lì ho compiuto un pezzo del mio percorso professionale all’epoca del terremoto dell’Aquila nel 2009. Otto anni dopo rivedo eccellenze nei soccorsi, falle nella prevenzione. Ma nella tragedia di Rigopiano si sono concentrati una serie di eventi straordinari difficilmente prevedibili. Va detto con chiarezza, per onestà intellettuale, affinché non tracimi - oltre la valanga di neve - anche la valanga del fango denigratorio.
Qualche insegnamento tuttavia dalle tragedie dei terremoti deve pur venire. C’è un pezzo d’Italia, lontana dalle luci della ribalta, attaccata a radici antiche, orgogliosa dei suoi stili di vita. Anche nella nostra Toscana ritroviamo borghi di grande pregio sempre più spesso abbandonati nel loro glorioso passato. Questa Italia va difesa giorno per giorno. È l’essenza della nostra identità. Che non può consolarsi con le gesta straordinarie di eroi per caso. Per l’Italia minore, maggiore cura. Buona domenica, dunque, a chi resiste.
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