Il Tirreno

Toscana

Firenze blocca la candidatura scelta da Carrara

di Ilaria Bonuccelli

FIRENZE. Andrea Vannucci non sarà il candidato sindaco del Pd a Carrara. Questo è certo. Se il Pd locale insiste per presentare alle elezioni, dovrà farlo con una lista civica. Senza il simbolo del...

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FIRENZE. Andrea Vannucci non sarà il candidato sindaco del Pd a Carrara. Questo è certo. Se il Pd locale insiste per presentare alle elezioni, dovrà farlo con una lista civica. Senza il simbolo del partito. Il simbolo lo gestirà il Pd regionale. E lo assegnerà al candidato, magari “laico”, della società civile, scelto insieme a tutta la coalizione che da dieci anni governa la città.

BERTINELLI CANDIDATO

Non c’è più posto per soluzioni pasticciate dicono i vertici del Pd. La linea della direzione regionale è chiara, nel giorno in cui il segretario toscano, Dario Parrini, avalla la ricandidatura a sindaco, per Pistoia, di Samuele Bertinelli, iscritto nel registro degli indagati (con altri assessori). «Una cosa da niente», liquida il partito. Soprattutto in confronto alla possibilità di spaccare la coalizione e perdere il governo della città. Questa è la bussola: difendere i capoluoghi dove già il Pd governa. Da qui pure gli sforzi per trovare l’intesa a Lucca e riconfermare (d’imperio) la candidatura del sindaco uscente Alessandro Tambellini.

INTERVENTI DA FIRENZE

Sia a Pistoia che a Lucca, città agitate da turbolenze politiche, il principio seguito è stato identico: la segreteria regionale del Pd è intervenuta (con forza) per ricucire le divisioni. Ha imposto le (ri)candidature, anche con interventi “a gamba tesa”. Lo ha fatto con consapevolezza perché non ha voglia di bissare il disastro dei ballottaggi alle amministrative toscane del 2016, quando lasciò gestire i conflitti locali alle segreterie comunali: su 6 Comuni governati ne ha persi 5. E l’unico che ha conquistato è stato Altopascio, strappato al centrodestra. In compenso ha perso Cascina, regalata alla Lega e ha perso Sesto, dove c’è un sindaco di sinistra, ma non più del Pd, perché il Pd (che aveva causato la crisi amministrativa) si è spappolato e le liste con candidati comunisti, paracomunisti e ultracomunisti erano tre.

SCONTRO A CARRARA

Se il principio dell’intervento dall’alto è valso per Lucca e Pistoia, a maggior ragione varrà per Carrara, dove vincere sembra ancora più in salita che altrove. La città, in piena crisi industriale, avrebbe voglia di un cambio di rotta anche nel governo locale. E alla direzione regionale del partito, il segretario comunale del Pd, Raffaele Parrini, difende la candidatura di Vannucci come «un segno di discontinuità» con l’attuale amministrazione. E ribadisce che la città non capirebbe se il Pd «andasse verso la continuità», rinnovando l’alleanza con l’attuale coalizione.

Ma la replica di Parrini (Dario) è secca: 1) Vannucci non può essere considerato il nuovo che avanza, visto che è stato assessore per 14 anni (con deleghe all’urbanistica e al marmo), oltre che vicesindaco del sindaco attuale fino alle dimissioni un anno e mezzo fa; 2) la coalizione prevale su tutto perché a Carrara da soli si perde (e il rischio di perdere è già alto in compagnia, ndr); 3) non c’è posto nel Pd per gli ultras che spaccano invece di unire.

ULTIMATUM A MARTEDÌ

In concreto questo significa che il Pd locale ha tempo fino a martedì per pensare se ritirare la candidatura di Vannucci. Più che alla dirigenza locale, il messaggio sembra indirizzato al parlamentare Andrea Rigoni che favorisce la candidatura di Vannucci, imprenditore del marmo, vicino a una parte degli industriali del lapideo scontenti della politica messa in piedi dalla Regione (e dal Pd) sulle cave: estrazione limitata (per salvaguardia dell’ambiente); proprietà pubblica delle cave e non più concessioni private.

ALTERNATIVA NELLA SOCIETÀ

CIVILE

Il Pd regionale è pronto a far scegliere al Pd di Carrara candidati alternativi a Vannucci, che facendo un passo indietro avrebbe un posto di rilievo nella direzione del partito. Candidati magari da selezionare nella società civile, in accordo con gli alleati, con una soluzione simile (e vincente) a quella adottata quando a Carrara il centrosinistra candidò il commercialista Giulio Conti, ideatore della Fiera Marmo e Macchine.

Se spazio a possibilità del genere non ce n’é, allora, già dalla fine della prossima settimana, il Pd regionale inizierà a cercare un proprio possibile candidato sindaco per Carrara. In modo da formalizzarlo per fine mese, visto che M5S il suo ce l’ha già da qualche settimana. A quel punto, con un candidato scelto da Firenze, non ci sarà neppure bisogno di commissariare il Pd di Carrara. Sarà lo stesso Pd di Carrara a mettersi fuori dal partito - è la considerazione fiorentina - per il rifiuto di mettersi a un tavolo e l’insistenza ad andare a sbattere contro gli scogli. Da soli.

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