Il Tirreno

Toscana

Pendolari di lusso arriva la stangata

di Stefano Taglione
Pendolari di lusso arriva la stangata

Trenitalia: rincari anche del 35% per i passeggeri delle Frecce Il geometra livornese: «Da Torino a Milano pagherò 408 euro»

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Leonardo Pellegrini ha 45 anni ed è di Livorno. Vive a Torino, ma fa il geometra a Milano. Due ore di viaggio ogni giorno a 340 euro. Ma dal primo febbraio – dopo che Trenitalia ha deciso di alzare le tariffe per i pendolari dell’Alta velocità – ne pagherà 408 e non potrà più viaggiare nei fine settimana. Un lusso, come la sua Freccia rispetto ai regionali, che lo renderà più povero di 816 euro l’anno. «Mi converrebbe trasferirmi in Lombardia – commenta – ma la mia famiglia vive qui e non ha senso».

C’è chi, però, a fine mese rischierà di finire senza soldi. Soprattutto se i turni di lavoro includono il fine settimana. In questo caso, con i nuovi prezzi, fare il pendolare da Torino a Milano costerà 459 euro, il 35% in più. «Conosco passeggeri che lavorano come parrucchieri, a Eataly o in altri posti che prevedono l’impiego nel weekend – dice – e molti di loro dovranno licenziarsi. Dovranno avvicinarsi a casa, accontentandosi di posti di lavoro meno soddisfacenti».

E non c’è neanche la possibilità di scegliere la concorrenza, visto che Ntv (Italo) non consente più gli abbonamenti, ma solo i biglietti. Per di più, da oltre un anno, per tutti i pendolari “di lusso” c’è il problema della prenotazione del posto. Se non lo trovano – e spesso è così – devono cercare altri convogli. «Quando potevo ho preso dei permessi per uscire prima – spiega Pellegrini – altre volte ho rischiato la multa salendo lo stesso a bordo. I capitreno sono comprensivi».

Larsia Ventra, fiorentina, è responsabile del Comitato nazionale pendolari Alta velocità. «Abbiamo chiesto all’Autorità di regolazione dei trasporti di colmare il vuoto normativo – spiega – ma non l’ha fatto. Noi vorremmo che i collegamenti Av venissero considerati pubblici, con un tetto sul costo degli abbonamenti e senza l’obbligo di prenotare il posto. A luglio abbiamo fatto ricorso al Tar contro una loro delibera. Ma intanto i prezzi sono saliti alle stelle».

Nel frattempo, mentre l’Emilia Romagna rimborsa parte del costo del carnet a chi si muove su Firenze, Fratelli d’Italia – con il capogruppo Giovanni Donzelli – ha chiesto alla Regione uno sconto anche per chi percorre il tragitto inverso. Mentre martedì, in Senato, ci sarà un'audizione con l'ad di Ferrovie dello Stato, Renato Mazzoncini. E il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ha chiesto un tavolo di coordinamento fra le Regioni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web