Il Tirreno

Toscana

«Ormai vivo con la segreteria attivata»

di Ilaria Bonuccelli
«Ormai vivo con la segreteria attivata»

Vita da tartassati di decine degli abbonati senza difesa dal telemarketing selvaggio, mentre la politica non approva la legge

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LIVORNO. «Non sanno come difendersi. Parlo di mia madre e di mio zio. Usano poco il cellulare. Eppure un paio di volte alla settimana vengono disturbati da chiamate commerciali. Non sanno cosa rispondere e come farli smettere». Lorenzo Landi è un imprenditore. Ha un’azienda commerciale. Sa trattare con chi si occupa di marketing e telemarketing, anche aggressivo. La sua mamma e suo zio, che abitano in provincia di Prato e di Pistoia, invece si trovano in difficoltà. Per questo si rivolge al Tirreno che da mesi si batte per una nuova legge. Una legge semplice: iscrizione estesa anche ai cellulari e ai numeri fissi riservati (non pubblicati negli elenchi telefonici) nel Registro delle Opposizioni.

UNA DIFESA PER TUTTI I NUMERI

Inserendo i numeri in questo elenco speciale, le aziende non saranno autorizzate a chiamare le persone senza uno specifico consenso. Non solo: Il Tirreno chiede anche che l’iscrizione al Registro delle Opposizioni cancelli (in automatico) tutte le autorizzazioni all’uso commerciale dei propri dati rilasciate in precedenza. A questo punta anche Giorgio Guerrini, un abbonato che sottoscrive la petizione lanciata dal Tirreno sia sul proprio sito (www.iltirreno.it) sia sulla piattaforma change.org: «Non sopporto più Tim che continua a chiamarmi, nonostante le mie numerose proteste. E visto che al numero fisso non risponde mai nessuno ora ha iniziato anche a chiamare sul cellulare. Il problema è che non posso iscrivermi al Registro delle Opposizioni perché neppure il mio numero fisso è presente negli elenchi pubblici».

NIENTE DIFESA SENZA LEGGE

Difendersi senza una legge specifica, dunque, in Italia diventa complicato. Anche perché - fa presente Rossella Vezzani, che firma per una nuova normativa - neppure le applicazioni sui cellulari arginano il problema: «Ricevo tantissime chiamate commerciali ogni giorno. Ho provato a scaricare la app “black list” (lista nera) - scrive - ma i call center sono bravi e cambiano numero ogni volta. Sono aggressivi commercialmente e bloccarli è impossibile». Ne sa qualche cosa Luca Tacchi, livornese, 35enne, già consigliere di circoscrizione: «Mi chiamano sul numero fisso almeno tre o quattro volte al giorno, sicuri di trovare mia madre alla quale è ancora intestata l’utenza. Il sistema è collaudato: prima fanno uno squillo di prova, poi telefonano. Se non rispondiamo provano anche con un numero anonimo (vietato con espresso provvedimento del Garante della privacy, ndr). Io ho l’avviso di chiamata e registro tutti i numeri: perciò quando vedo prefissi strani o sconosciuti cerco di non rispondere, anche perché ormai ho sperimentato che sono call center di Telecom, Vodafone o di società di gas e luce». Un paio di giorni fa, ad esempio, uno stesso call center «mi ha chiamato tre volte con numeri diversi». E a quel punto, Tacchi ha iniziato a registrarli, segnando i numeri a fianco delle date. I numeri sono tanti 090/9416951; 089/9954372; il 30 dicembre, ad esempio, 070/8007932; il 20 dicembre, 02/89731816 ; il 17 dicembre chiamata da uno 080; il 12 dicembre da uno strano 01212 41630, 10 dicembre ancora Milano 02/80887746 e così via.

NON SONO IN ELENCO,

MI TARTASSANO

«Questi sono solo alcuni esempi. Il fatto grave è che io non sono sull’elenco. Vorrei sapere come queste società hanno avuto il mio contatto. Due anni fa, addirittura - fa presente Tacchi - quando ho fatto un passaggio di gestore di energia elettrica, ho chiamato la Guardia di finanza perché la società che avevo lasciato insisteva per ricambiarmi il contratto. Ma non possiamo nulla neppure contro l’accanimento». Invece - reclama Pier Giacomo Borsetti, che pure sottoscrive la petizione per una nuova legge - se un «abbonato non ha richiesto il marketing, le società non dovrebbero avere il diritto di disturbare. E dovrebbero essere multate con una procedura semplice da parte dell’importunato». Altrimenti succede come a Sandra Dolcetta, altra abbonata che firma per la legge sollecitata dal Tirreno: «Sto vivendo con la segreteria telefonica sempre in funzione».

L’affermazione dovrebbe suonare come monito per la commissione Lavori pubblici e Comunicazione del Senato, dove la proposta di legge presentata dalle senatrici Anna Bonfrisco (CoR) e Manuela Granaiola (Pd) è ferma da metà novembre. Da martedì la commissione è di nuovo al lavoro. E dovrebbe rimettere la legge in calendario. Lo chiedono 113.145 persone che in poco tempo hanno firmato per una legge contro il telemarketing aggressivo.

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