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«Mamma ti voglio bene»: pochi giorni dopo la uccide con l’auto
Volterra, la donna di 50 anni travolge anche la zia. Le investe di spalle, poi si ferma a fumare una sigaretta
VOLTERRA. Tre giorni prima di Natale su Facebook aveva descritto la madre come una persona speciale alla quale doveva tutto. «Grazie mamma per quello che fai per me». Nella mattina di lunedì 9 quelle parole erano già disperse nel vento. Un ricordo. Daniela Marzetti, 50 anni, operatrice socio sanitaria in una casa di riposo per anziani a Siena, ha ucciso la madre Angela Cuviello, 70 anni, e la zia Lucia Cuviello, 75 anni. Le ha sorprese alle spalle, mentre stavano inseguendo chissà quali pensieri. Ma certo non si aspettavano di morire così.
DOPO AVERLE UCCISE HA ACCESO LA SIGARETTA
Angela stava andando al lavoro in un asilo di Volterra dove collaborava come cuoca. L’aveva raggiunta la sorella e camminavano una davanti all’altra sul marciapiede delimitato da una rete metallica. Mentre percorrevano il viale vicino al teatro romano, in una giornata gelida ma con un bel sole, sono state travolte e uccise dalla Panda nera, che Daniela ha usato come una pistola. L’ha puntata contro di loro e le ha fatte fuori dalla sua vita. Qualcuno dice di averla vista percorrere due volte il tratto della morte. Di sicuro, dopo avere travolto e ucciso madre e zia, Daniela si è fermata nella piazza del Bastione a pochi metri di distanza dall’asfalto bagnato da rivoli di sangue. Ha acceso una sigaretta e ha atteso i soccorritori. «Mi è sembrata abbastanza tranquilla», ha spiegato uno dei primi cittadini accorsi su quello che all’inizio poteva sembrare un incidente stradale. Invece non era così, come poco dopo è apparso in tutta la sua tragicità.
VIDEO La tragedia
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L'INVESTITRICE ERA IN CURA
Dietro al duplice omicidio avvenuto alle 9,30 c’è la malattia dell’automobilista: la cinquantenne, da tempo in cura alla Asl per manie di persecuzione, voleva uccidere. Una donna con un grande malessere. Tormentata da veri e propri deliri che innescavano litigi, spesso anche senza un reale motivo. Daniela continuava a lavorare anche nei periodi in cui il disagio mentale la tormentava. Nemmeno la maternità aveva alleggerito i pesanti conflitti familiari e le liti con la madre la quale, rendendosi conto delle difficoltà della figlia, faceva di tutto per farla curare. Tutto questo provocava, anche se involontariamente, tensioni. Con brevi tregue, raccontate su Facebook dalle foto delle vacanze o da quelle degli animali, in modo particolare i cani, una delle grandi passioni di Daniela.
Già nei mesi scorsi, durante una lite in casa, Angela era stata aggredita e Daniela aveva manifestato comportamenti così violenti che avevano spaventato l’anziana madre e tutta la sua numerosa famiglia alla quale aveva confidato il suo tormento. Nessuno, a cominciare dai medici, si aspettava l’epilogo che ha stravolto la vita di più persone. La donna aveva la patente di guida nonostante i suoi problemi, le veniva rinnovata di anno in anno e da poco aveva superato la visita medica.
VIDEO I testimoni
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UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA
Angela aveva chiesto aiuto più volte. Si rendeva conto che la figlia stava male. Per tutto questo oggi i familiari dicono che l’enorme sofferenza per l’uccisione delle due donne è una tragedia annunciata. «Non ci hanno ascoltato», è il grido di dolore e disperazione di un’altra sorella delle vittime, Assunta, ieri pomeriggio colpita da un malore e accompagnata all’ospedale di Volterra. I cadaveri sono rimasti lungo l’asfalto a distanza di circa trenta metri l’uno dall’altro. Sembra che una delle due donne abbia cercato di fuggire, ma anche lei non ha avuto scampo, è stata trascinata e sbalzata per una ventina di metri. Non è escluso che il principale obiettivo della donna, che abita a pochi metri dalla tragedia, fosse la madre anche se poi nel portare a compimento questo disegno ha ucciso pure la zia. Ma questo si potrà capire meglio nei prossimi giorni.
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L'INTERROGATORIO
La manovra mortale ha coinvolto anche un altro passante, il geometra Luigi Milianti, di 63 anni, rimasto lievemente ferito e ricoverato all'ospedale di Volterra. «Quando ho sentito il rumore dell’auto era troppo tardi – ha detto ai primi soccorritori – quella Panda era già contro di me».
Nel corso dell'interrogatorio, davanti al sostituto procuratore Aldo Mantovani, Daniela Marzetti, ora in carcere al Don Bosco a Pisa, ha detto di non ricordare quanto accaduto, ma avrebbe ammesso che in particolare la madre e poi la zia sarebbero, a suo dire, all'origine dei suoi malesseri. Non un vero movente, tanti pensieri disturbati: «Litigavamo spesso, ma non ricordo quando le ho travolte».
Comunque la donna, stando a quanto è emerso, ha risposto in maniera abbastanza lucida sul suo disagio, sui conflitti familiari e sui suoi problemi dovuti soprattutto alla malattia.
Nella ricostruzione del duplice omicidio è stata decisiva, a quanto ha spiegato la polizia, la deposizione di un testimone che ha indirizzato gli investigatori verso la soluzione rapida del caso che inizialmente era sembrato essere solo un tragico incidente stradale. La sua testimonianza ha invece fatto chiarezza e non ha lasciato dubbi sulla ricostruzione del sinistro: la Fiat Panda (di proprietà del marito della donna) ha travolto i tre pedoni senza accennare frenata, mentre quelli stavano camminando sul marciapiede.
Il luogo dell'omicidio era abitualmente frequentato dalle vittime, ma non è ancora chiaro se la Marzetti sia andata a cercare la madre e la zia per mettere in atto il suo piano omicida. O se, passando da viale Ferrucci (oggi via Porretti), le abbia incontrate e, dopo averle viste, abbia reagito in maniera inaspettata.
Dopo l’interrogatorio, la donna è stata trasferita in ospedale in forte stato di choc. E anche davanti al magistrato non ha fornito dettagli sull’incidente. Non è escluso che nei prossimi giorni l'arrestata, assistita dall’avvocato Erica Ballatori, venga sottoposta a una perizia psichiatrica per stabilire le sue condizioni al momento del fatto.
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