Il presidio
«No ai camion del marmo» Flash mob sulle Apuane
Ottanta manifestanti in quota contro l’idea di una via che taglia il parco naturale «Qui dove non si può costruire, si vuole fare un’opera per i padroni delle cave»
CARRARA. Sono andati su alle 10, intenzionati a ripetere il messaggio che aveva mandato già a luglio: niente strade camionabili che passano per il Sagro, il parco delle Apuane non si tocca. Sono le cave a dover chiudere, per gli ambientalisti, e non le strade a dover attraversare il parco. Se per chi estrae il marmo c’è un problema perché non si possono portare a valle i materiali la risposta non è tracciare una via che tagli il parco.
L’appuntamento era per le 10 presso il piazzale panoramico di Campocecina denominato “dell'uccelliera”. Si sono trovati circa in ottanta, macchine piene e strada da fare per andare su. Ad accoglierli salendo su hanno trovato una nebbia fitta, di quelle che si tagliano con il coltello, neve e tanto freddo. Ma non si sono scoraggiati e il flash mob è andato avanti, con lo schieramento di lettere umane a lanciare il messaggio: “We love apuan alps”, amiamo le Alpi Apuane.
Hanno provato ad arrivare fin su alle cave ma le condizioni meteo non l’hanno permesso e sono stati costretti a fermarsi più in basso. In ogni caso la manifestazione ha avuto luogo, con l’esposizione delle scritte e la protesta contro chi vuole costruire quella strada nel parco.
«La manifestazione di oggi nasce per focalizzare il problema sulle cave – spiega Alberto Grossi del Grig – e la cosa terribile è che il volantino che abbiamo scritto per la manifestazione di luglio, quando già sollevammo il problema, resta attualissimo anche adesso. Il problema non viene affrontato e si continua a dare per scontato che quella strada si farà, nel parco dove è vietato farla. Peraltro i comuni di Fivizzano e Carrara non hanno nemmeno i soldi per realizzarla, quindi la realizzerebbero gli industriali e rimarrebbe di loro proprietà. Un paradosso nel paradosso: nel parco dove non si possono costruire le strade se ne farebbe una in mano ai privati».
Dello stesso parere il consigliere di Rifondazione Nicola Cavazzuti, anche lui intervenuto al flash mob: «Anche oggi il mondo ecologista ha voluto dimostrare che il prezioso patrimonio delle Apuane merita di essere difeso e preservato da chi vorrebbe sfruttarlo solo per fini personali. Sul Sagro, oltre agli storici ambientalisti, c’erano molte persone comuni che credono che questa battaglia debba interessare tutti. Non si ripeterà la contrapposizione ambiente-lavoro, esistono soluzioni che possono salvare entrambe queste esigenze. Chi non le vuole sono coloro che temono di perdere la loro rendita di capitale, troppo spesso maturata a discapito della collettività. Questa è una battaglia di civiltà».
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