Il Tirreno

Toscana

Vaccino meningite C, Cup presi d'assalto

Stefano Taglione
Vaccino meningite C, Cup presi d'assalto

Migliaia di chiamate: le liste scoppiano, tornano le sessioni straordinarie. I medici pediatrici: "Da noi niente attese per i bambini da 0 a 14 anni". Ricciardi: "Caso Toscana sotto controllo con le vaccinazioni di massa"

6 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. A Prato, mercoledì 4 gennaio alle 10, gli appuntamenti erano già introvabili. E anche a Empoli, sulla Montagna pistoiese e in Valdinievole per farsi il vaccino contro la meningite C non c’era più posto. Mentre a Donoratico, in provincia di Livorno, dopo che due giorni fa secondo il Cup la prima data disponibile era il 30 maggio, chiamando mercoledì, si poteva guadagnare un mese, conquistando il pass per il centro vaccinale più o meno a ridosso della Festa del lavoro.

Continua il viaggio del Tirreno fra le maglie della sanità toscana. Ieri, mercoledì 4 gennaio, fra le 11,30 e le 15, abbiamo telefonato a tutti i centri di prenotazione delle ex Asl della Toscana, oggi confluite delle tre Usl di area vasta. E la situazione, purtroppo, risulta sempre molto critica per chi cerca di ritagliarsi dieci minuti di tempo per diventare immune al meningococco C, il sierotipo più pericoloso che ha causato più vittime nella nostra regione e che, non a caso, è al centro dell’imponente campagna di prevenzione portata avanti dall’assessorato alla salute dal maggio del 2015.

Qualcosa negli ultimi giorni si è inceppato. Fino a qualche settimana fa – la conferma arriva dagli stessi operatori dei Cup – arrivavano pochissime chiamate. Ma dopo gli ultimi casi di fine anno, sull’onda della paura, le persone hanno ripreso a vaccinarsi. Con le strutture pubbliche che non riescono a tenere il ritmo. Alcuni dati: nel Grossetano, dove fino a pochi giorni fa si aspettava pochissimo, si deve attendere fino al 3 aprile a Orbetello e fino al 6 marzo a Follonica. Ad Arezzo le prenotazioni erano chiuse perché non c’erano più date disponibili (come a Livorno) ma ieri sono state riaperte. Peccato che i primi posti liberi siano il 27 febbraio. Livorno, per l’appunto, dopo il deficit organizzativo di martedì ha intensificato le attività ambulatoriali prevedendo sessioni di iniezioni per il 12 gennaio, il primo giorno disponibile secondo il Centro di prenotazione che risponde con l’accento romano allo 06 55211120.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.14669945:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2017/01/06/news/meningite-nuovo-caso-grave-72enne-1.14669945]]

I pratesi, invece, vengono invitati a richiamare più avanti. «Stamani (ieri per chi legge ndr) erano disponibili solo due giorni di vaccinazioni, fino all’inizio di febbraio – spiega un operatore del Cup – ma in due ore li abbiamo esauriti. Le consiglio di richiamare domani (oggi per chi legge ndr), magari ne caricano altri e non è detto che le date siano più lontane». Già, perché da un giorno all’altro, anche se ci si prenota dopo, si può perfino spuntare una data più favorevole. Colpa (o merito) della totale revisione che è in atto sulle agende elettroniche, per far fronte alle migliaia di chiamate dei toscani (a Pistoia – dicono dal Cup – 8 telefonate su 10 riguardano la meningite C).

I medici di base. Rivolgendosi ai medici di famiglia – lo ha ripetuto l’assessora regionale alla salute, Stefania Saccardi – si può fare prima. Ma anche ieri – secondo le verifiche effettuate dal Tirreno – i problemi sulla fornitura delle dosi non erano stati ancora risolti. A Cecina le scorte non si trovavano. E ad Arezzo non arriveranno prima di mercoledì. «Mi sembra strano che nei magazzini dell’Estar ci siano 390.000 dosi non distribuite – afferma Pasquale Cognetta, segretario per la provincia di Livorno del sindacato medici di famiglia – e credo che ci sia un serio problema organizzativo».

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.14669996:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/dossier/vaccini/meningite-cosa-e-come-si-trasmette-come-si-combatte/72561/74041]]

Il presidente dell’Estar (è l’Ente di supporto tecnico-amministrativo regionale e si occupa appunto dell’approvvigionamento dei beni per la sanità toscana), Nicolò Pestelli, ha confermato che nei frigoriferi dei magazzini di Firenze e Migliarino Pisano ci sono, per l’appunto, ancora 390.000 dosi. Che anche ad Arezzo non vengono recapitate. «Ci hanno risposto di aspettare una settimana – spiega Lorenzo Droandi, presidente dell’Ordine provinciale dei medici – e nel frattempo cerchiamo di tenere tranquilli i pazienti. Penso che la nostra Usl non abbia richiesto per tempo i prodotti all’Estar».

In provincia di Lucca e Prato – come anche nel Pisano e a Massa Carrara – per fortuna le cose vanno meglio. «Ho quasi finito le scorte – rivela Umberto Quiriconi, presidente dell’Ordine dei medici di Lucca – ma sto vaccinando». «Al momento non mi risulta che ci siano difficoltà», commenta il collega di Prato, il dottor Francesco Sarubbi. Mentre in provincia di Firenze ieri le cose sarebbero migliorate. «Fra martedì sera e ieri qualcosa si è smosso – rivela Antonio Panti, presidente dell’Ordine dei medici del capoluogo – e le dosi sono a disposizione di chi le vuole».

A Livorno il vaccino day. Per rispondere alla grande richiesta di vaccinazioni, l’azienda Usl Toscana nord ovest ha organizzato un vaccino day a Livorno, al centro sanitario di via Impastato di Salviano, per sabato 14 gennaio. Ci sono circa 300 posti disponibili e per prenotarsi bisogna presentarsi agli sportelli del Cup o telefonare al numero 06 55211120. Proprio per ridurre i tempi di attesa – a Rosignano il primo appuntamento è il 23 febbraio, a Cecina il 13 marzo e a Donoratico all’inizio di maggio – verrà riorganizzato l’intero servizio provinciale, aggiungendo 450 posti a settimana (circa 2.000 al mese): 150 a Livorno, altrettanti nella Bassa Val di Cecina, 100 in Val di Cornia e 50 all’Elba. Un provvedimento che, forse, dovrebbe essere adottato anche nel resto della Toscana.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.14669998:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/dossier/meningite/10-risposte-alla-meningite-in-toscana-come-si-trasmette-la-malattia/72558/74038]]

Vaccinazioni pediatriche: nessuna attesa. Non ci sono file o attese, invece per vaccinare i bambini. Lo chiarisce Paolo Biasci, segretario regionale della Fimp (Federazione medici pediatrici), precisando che file e liste di attesa riguardano solo le Asl per gli adulti. “Noi medici pediatrici, che vacciniamo i bambini da 0 a 14 anni, lo facciamo ogni giorno e senza attese, basta contattare il proprio medico e andare al suo ambulatorio. Le modalità dipendono poi dal singolo medico, ma quasi sempre in giornata si può prendere l’appuntamento o al massimo per il giorno dopo. Questo per rassicurare le famiglie. I vaccini ci sono per ogni genere di vaccinazione, compresa quella da meningite di tipo C. Tanto che anche i genitori a volte ci chiedono di essere vaccinati, ma ovviamente noi non possiamo farlo”. Negli ultimi 18 mesi i medici pediatrici toscani hanno effettuato 250.000 vaccinazioni.

Ricciardi (Iss): "Caso Toscana sotto controllo con la vaccinazione di massa". "Non vediamo un aumento dell'incidenza della malattia. Solo la Toscana ha un problema, ma con la vaccinazione di massa verrà tenuto sotto controllo e risolto. Per quanto riguarda il resto del Paese, vorrei ricordare che in media ogni giorno in Italia ci sono 3 casi di meningite, che può essere provocata da batteri molto diversi tra loro. Ecco, non stiamo superando questi numeri". Lo afferma il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, in un'intervista a Repubblica in cui sottolinea che "la paura è del tutto infondata".

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.14670004:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/dossier/meningite/meningite-in-toscana-l-esperto-ai-giovani-ecco-perche-e-importante-il-vaccino/71474/72945]]

"Non ha senso che i cittadini vadano alla ricerca del vaccino da soli. L'importante è sostenere le campagne dedicate ai bambini", spiega Ricciardi. Per gli adulti "al momento non c'è bisogno della vaccinazione, salvo in casi particolari che devono indicare i medici e salvo l'eccezione toscana. L'importante coprire i più giovani perché sono il bacino principale della malattia".

Ricciardi evidenzia che è "falso" che le dosi di vaccino a disposizione dell'Italia potrebbero non bastare. Altrettanto falso è che siano gli immigrati a portare la malattia in Italia: "Si tratta di una tesi priva di qualunque fondamento. I sierotipi di meningococco che circolano qui sono autoctoni. Da noi sono diffusi soprattutto il tipo C e il B, mentre invece in Africa, ma pure negli Usa, si vedono più Y, W e A".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web