Il presidio
Nidi e anche materne vietati ai bambini che non si vaccinano
FIRENZE. La legge in giunta entro gennaio. Poi andrà in aula, in consiglio regionale. Il testo più spinto di quello approvato dall’Emilia Romagna: non solo nido, ma anche scuola materna vietata ai...
FIRENZE. La legge in giunta entro gennaio. Poi andrà in aula, in consiglio regionale. Il testo più spinto di quello approvato dall’Emilia Romagna: non solo nido, ma anche scuola materna vietata ai bambini non vaccinati. Stefania Saccardi, assessore regionale alla Salute, punta alto. Perfino a legiferare su una materia che potrebbe essere di competenza esclusiva dello Stato: l’accesso alla scuola dell’obbligo. Il decesso per meningite di un bambino di 22 mesi perché non vaccinato richiede «provvedimenti forti». Compresa una legge che potrebbe essere impugnata davanti alla Corte Costituzionale.
La Regione è pronta ad azzardare. Non fosse altro per dare uno scrollone allo Stato. «Di fronte alla salute dei bambini e della collettività, lo Stato - insiste Stefania Saccardi - deve battere un colpo. Non può lasciare che ciascuna Regione risolva a proprio modo un problema rilevante come quello della vaccinazione inteso non come atto medico in sé, ma come provvedimento di “igiene e salute pubblica”. Così già lo definiscono varie sentenze». Mentre le vaccinazioni calano. Gli ultimi dati disponibili (al 2015) dicono che perfino per le malattie più gravi, come la poliomelite, la difterite, l’epatite B, contro le quali i bambini si proteggono con il vaccino esavalente, in Toscana la percentuale di vaccinazione nei primi 24 mesi di vita è scesa sotto la soglia di sicurezza del 95%. Magari di poco, ma è sotto. Per le altre malattie infettive come la rosolia e il morbillo, la media di vaccinati è scesa di oltre il 33%, finendo all’88,7%. E, dato ancora più preoccupante, perfino contro la meningite C, la Toscana non riesce a raggiungere la soglia di sicurezza: è ferma, infatti, al 91%. Quattro punti meno del necessario. In numeri assoluti si parla di circa 2500 bambini l’anno. «Certo se pensiamo che fra gli adolescenti la percentuale è più bassa del 15-20%, il risultato è già buono», commenta l’assessore Saccardi. Ma è anche vero che i bambini hanno più probabilità di ammalarsi degli adulti, se non vaccinati. «Per questo è necessario approvare una legge che sbarri l’accesso ai nidi e alle materne a chi non è vaccinato», insiste l’assessore. «Il lavoro ha preso più tempo (se ne parla da maggio, ndr) perché la commissione di medici e giuristi deve risolvere una questione delicata: l’estensione del divieto anche alle materne».
La questione è semplice da spiegare, ma difficile da risolvere. I nidi non solo scuole dell’obbligo. Quindi le regole di accesso possono essere decise con una legge della Regione. Il dubbio nasce sulle materne: «Non è chiaro - ammette Stefania Saccardi - se possano essere considerate realmente scuole dell’obbligo. Nell’ordinamento non lo sarebbero. Esiste una circolare ministeriale che si pronuncia in tal senso, ma la questione è controversa. Comunque, se fossero dell’obbligo, il potere di decidere le regole di accesso (e i divieti) sarebbero esclusivi dello Stato». La Regione imponendo l’accesso alle materne solo ai bimbi vaccinati sconfinerebbe in un territorio non suo. E il governo potrebbe impugnare la legge davanti alla Consulta: «Ma la Toscana è pronta a correre questo rischio, perché senza includere le materne, la legge sarebbe monca. Poco più di una dichiarazione di intenti. Infatti, al nido va circa un terzo dei bambini, ma alla materna sono iscritti il 90% dei bimbi. E allora l’obbligo di vaccinazione sarebbe efficace».
Ilaria Bonuccelli
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