Il presidio
Indagini ferme Si aspetta la perizia del pm
Quando a settembre sono scattate le misure cautelari per i sei imprenditori accusati avere preso parte a un presunto giro di smaltimento illegale di fanghi industriali da cartiere e da alcuni...
Quando a settembre sono scattate le misure cautelari per i sei imprenditori accusati avere preso parte a un presunto giro di smaltimento illegale di fanghi industriali da cartiere e da alcuni depuratori della provincia di Lucca la Procura ipotizzava che quello che finiva nel terreno di aziende agricole “compiacenti” alla fine fosse equiparabile a un rifiuto tossico.
Oggi le indagini sono in una fase di stallo. Le misure cautelarI sono cessate per scadenza dei termini. Il consulente del pubblico ministero ha tempo per presentare la propria perizia fino alla fine di gennaio.
Le accuse nei confronti degli indagati vanno dal traffico illecito di rifiuti, truffa ai danni della Regione (per l’ecotassa non pagata) e falsità ideologica.
Ai domiciliari erano finiti Mariano e Martino Fornaciari, di 62 e 34 anni, entrambi di Porcari, e Felicino e Federico Del Carlo, 50 e 26 anni, il primo di Porcari, l’altro originario di Barga ma molto conosciuti anche in provincia di Pisa dove hanno gestito aziende sempre nel settore dei rifiuti. Stessa misura era stata adottata per Alessandro Salutini, residente a Porcari ma originario di Pontedera, di 53 anni, e per un altro imprenditore della provincia di Padova, Gianni Pagnin, di 65 anni.
Tutti gli indagati, fin dal primo momento, avevano respinto le accuse dicendosi certi di poter dimostrare che i fanghi non erano inquinanti. Gli avvocati degli indagati aspettano di conoscere i risultati della consulenza affidata dal Pm per poi poter ribattere all’accusa.
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