Il presidio
Stangata sì, ma si salda in due rate
Aumentano i costi per le imprese che occupano o attingono acqua
FIRENZE. A Bocca d’Arno di Marina di Pisa i titolari degli ormeggi delle barche a vela avrebbero dovuto sborsare 20mila euro tutte in un colpo invece che 5mila. In alcuni casi le concerie di San Miniato si sarebbe viste schizzare in alto la gabella fino 4mila euro, da pagare subito. A Firenze una tintolavanderia che usufruisce dell’acqua di un pozzo per fare i lavaggi di cappotti e calzoni avrebbe pagato oltre 3mila euro tutte insieme, invece che 6-700 euro.
Tutti canoni 2016 del demanio idrico da saldare entro la fine dell’anno. Tutte imprese che occupano uno specchio d’acqua o la prelevano da fiumi e laghi per usi industriali. Con i canoni regionali qualche volta raddoppiati, altre volte quadruplicati. «Aumenti insostenibili che, se non dilazionati, avrebbero messo in seria difficoltà numerose piccole e medie imprese», dice Riccardo Sabatini, responsabile ambiente e sicurezza di Cna Toscana. E così la Regione ci ha ripensato. Ieri gli assessori Vittorio Bugli e Federica Fratoni hanno incontrato i rappresentanti di Cna e di altre associazioni economiche. Risultato: è arrivato un mezzo passo indietro da parte della Regione.
Nessuna variazione per quanto riguarda l’esborso sui canoni del demanio idrico (sia pozzi che beni demaniali): gli aumenti rimangono. Motivo: la Corte dei Conti ha chiesto i 20 milioni mancanti dei canoni del demanio idrico e la Regione non può sottrarsi dall’impegno preso. La novità sta nella scadenza del 31 dicembre, che diventa più elastica. Le imprese non dovranno pagare il canone tutto in una volta, ma potranno rateizzare in due tranche: 50 per cento entro fine anno e l’altro rimanente 50 per cento entro fine aprile 2017.
«Certo. È solo una mezza soddisfazione per noi di Cna – ammette Sabatini –, ma se tutto fosse rimasto fermo, molte aziende avrebbero rischiato grosso».
La Regione ha comunque cercato di andare incontro alle richieste delle piccole imprese anche in altri modi. Viene rinviato al 28 febbraio 2017 il termine per la presentazione delle dichiarazioni relative alla riduzione del 25% del canone per il prelevamento di acqua nell’anno 2017. È stato inoltre concordato di aggiornare la riunione del tavolo alle prime settimane del 2017 per affrontare complessivamente la materia del demanio idrico per l’anno prossimo.
Infatti è ancora “fresco” il passaggio delle competenze sul demanio idrico dalle province alla Regione. Sono stati uniformati i tanti regolamenti esistenti. Con regole e tariffe uguali dalla Lunigiana alla Maremma, dalla costa all’Appennino, ma il cambiamento aveva colto impreparate alcune aziende.
Non viene invece rateizzata l’imposta sulle concessioni, poiché non è previsto dalla legislazione regionale e pertanto le imposte sulle concessioni dovranno essere versate entro il prossimo sabato (31 dicembre) nelle misure previste dalla legge, vale a dire il 50% nel 2016 e il 25% nel 2017 per i canoni su beni demaniali e ormeggi; e del 10% sui prelievi di acque da pozzi.
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