Il presidio
«È come vendere un Rolex finto»
BOLGHERI. Dalla Tenuta di San Guido la risposta è una e chiara: l’azienda che produce il Sassicaia ha attivato sette sistemi antifrode brevettati; ma i compratori del mitico Supertuscan bolgherese...
BOLGHERI. Dalla Tenuta di San Guido la risposta è una e chiara: l’azienda che produce il Sassicaia ha attivato sette sistemi antifrode brevettati; ma i compratori del mitico Supertuscan bolgherese hanno un solo modo per tutelarsi dalle patacche: acquistare solo da enoteche e rivenditori sicuri.
Il direttore generale della cantina Citai, Carlo Paoli, braccio destro del marchese Nicolò Incisa della Rocchetta, produttore del Sassicaia, è negli Stati Uniti. Ci risponde al telefono senza scomporsi, perché di tentativi di imitazione e frodi il Sassicaia ne ha subiti tanti. «Negli ultimi anni ci sono stati almeno 12 casi di truffe – commenta Paoli – alcuni si sono risolti in condanne. D’altra parte è come comprare un Rolex falso, o una borsa di Louis Vuitton taroccata. Chi lo fa è consapevole di aver acquistato un falso». Ma chi lo fa inconsapevolmente come può difendersi? «C’è un solo modo per evitare la patacca: rivolgersi ed acquistare solo ed esclusivamente da enoteche e rivenditori autorizzati di cui potersi fidare. La nostra azienda ha messo a punto sette sistemi anticontraffazione, l’ultimo dei quali sarà attivato con la prossima annata, la 2014, che sarà sul mercato a fine 2017».
Il dottor Paoli, una lunga esperienza nel settore vinicolo di qualità – prima di arrivare alla guida della Tenuta di San Guido era al Terriccio ed è stato anche direttore di Confagricoltura Livorno – ne svela due: il primo è un codice inciso a laser sul vetro della bottiglia (da ricordare che l’imbottigliamento del Sassicaia, 220mila bottiglie l’anno, avviene solo nella cantina di San Guido) visibile in controluce; c’è poi un ologramma sul retro dell’etichetta con un complicato sistema di assemblaggio. Infinite operazioni di controllo contro i tentativi d’imitazione di un vino tra i più ricercati al mondo.
Tra i sistemi di sicurezza anche i canali limitati di importazione. In Costa Rica, per esempio (dove i truffatori avevano indirizzato 18mila bottiglie tra Sassicaia e Brunello) va col contagocce.
Gli acquirenti sono avvisati.
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