Il presidio
Cerca il lavoro agli altri, ma rischia di perdere il suo
L’amaro Natale di Paola, dipendente del Centro Impiego di Pistoia. «Manca anche la carta della stampante, l’obiettivo è chiuderci»
FIRENZE. Paola Carradori è una mamma laureata e super-specializzata di 47 anni. Fa un mestiere particolare: cerca il lavoro agli altri al Centro per l'Impiego di Pistoia. Paola svolge il suo lavoro con la dedizione di chi passa la vita a trovare una professione a chi una professione non ce l'ha oppure l'ha persa. Eppure è lei stessa a vivere la stessa condizione: cerca lavoro ai precari e ai disoccupati, ma è lei stessa precaria e a rischio disoccupazione. E la situazione al Centro per l'Impiego si è fatta sempre più difficile.
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Lei è una precaria che cerca lavoro agli altri.
«Purtroppo sì. Mi trovo in una condizione per cui mi occupo di gestione delle offerte di lavoro e di voucher, ma sono io stessa che dal 1° gennaio potrei usufruire degli stessi servizi se il governo non rinnoverà i finanziamenti».
Da quanto tempo si trova in questa condizione?
«È dal 2002 che vado avanti con contratti a tempo. Fino al 2008 mi venivano rinnovati di anno in anno: 6 contratti di fila. Poi ho vinto il concorso per un tempo determinato fino al 2015. Quest’anno ho avuto un anno di proroga, ma dal 1° gennaio potrei ritrovarmi senza lavoro se il governo non fa un'altra proroga».
Come si vive appesi a un filo? «Molto male. Vado avanti senza una prospettiva di futuro. Sono mamma di un bambino di 6 anni e se non ci fossero i nonni, oltre a mio marito, che mi danno una mano sarebbe un grosso problema».
Al Centro per l'Impiego di Pistoia ci sono altre persone nella sua condizione?
«Sì. Ci sono 38 tempi determinati, sono più della metà di tutti i lavoratori dell’ufficio. E sono quasi tutte donne e mamme».
In quali condizioni lavorate al Centro Impiego di Pistoia?
«Siamo abbandonati a noi stessi».
Addirittura. Per esempio? «L'elenco dei problemi è lungo. Da 2 anni la Provincia ha interrotto completamente la manutenzione degli uffici. Ultimamente si è rotto per due volte l'impianto elettrico, non è venuto nessuno a ripararlo e noi siamo stati costretti a chiudere l'ufficio. Altro problema. La Provincia di Pistoia non ha più l'utilizzo di Access, il programma informatico per l'inserimento di tutte le convenzioni per i tirocini».
E dove le registrate ora le convenzioni?
«Dove capita. Di sicuro il nostro database non verrà più utilizzato».
E poi?
«Abbiamo una sola stampante centralizzata, che usiamo tutti quanti, ma diventa un dramma quando finisce il toner. Passano tre giorni prima che venga cambiato e non possiamo stampare i documenti. Ci passano anche la carta col contagocce».
E da quanto tempo lavorate in queste condizioni?
«Tutto è cominciato con la riforma che ha eliminato la gestione della delega al lavoro alle Province (la Delrio del 2014, ndr). Si è capito subito che tirava una brutta aria. Ora però che c'è stato il No alla riforma costituzionale qualcosa dovrebbe cambiare e invece è tutto fermo».
Lei che idea si è fatta?
«Non è solo il mio sospetto, ma anche quello di altri lavoratori dei Centri Impiego. Siamo convinti che stiano facendo di tutto per impedirci di lavorare».
Perché?
«Perché in questo modo potranno dire che il nostro lavoro è inefficiente. Il prossimo passo sarà la chiusura».
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