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Cinghiali sull’A11: recinzione gruviera
Tragedia sfiorata domenica notte: un branco di ungulati si è scontrato contromano con le auto lanciate sull’autostrada
LUCCA. Quasi 180 chilometri di autostrada, recintati – come direbbe Dante – “in una parte più e meno altrove”. Il blitz di una ventina di cinghiali sull’A11 ha riportato al centro del dibattito la questione dell’impermeabilità del tracciato autostradale e posto alcuni preoccupanti interrogativi: da dove sono entrati gli animali? La “falla” è stata tappata o può capitare ancora? Domande a cui abbiamo provato a dare risposta interpellando Autostrade per l’Italia e polizia stradale. Ma soprattutto facendo un sopralluogo sulle presunte “zone di accesso” utilizzate dai cinghiali, scoprendo buchi nella recinzione, abbattimenti e pezzi di rete mancanti.
Partiamo dal fatto. Domenica sera, intorno alle 22, una ventina di cinghiali hanno fatto irruzione in autostrada, all’altezza del casello di Lucca est, in direzione Firenze. La prima macchina che se li è trovati davanti è stata la Kia di Vincenzo Scriminaci, che stava tornando a Quarrata con la moglie e la figlia di pochi mesi. «Venivano contromano – racconta l’uomo – Ne ho travolti 8, che poi sono stati investiti nuovamente dalle auto che mi seguivano. Il resto del branco è riuscito a scappare». Sul selciato restano le carcasse di nove ungulati (questo dice il referto della Polstrada, Autostrade parla di 6 animali). Per fortuna l’incidente non ha conseguenze gravi: 5-6 le auto danneggiate, nessun ferito grave. Un miracolo o quasi.
Subito è iniziata la caccia al “buco” da cui sono entrati gli animali. Le falle nella rete, come detto, non mancano: basta fare un salto in via di Ronco, la zona più vicina a quella in cui è avvenuto l’incidente. Vi sono terreni privati e capannoni abbandonati che affiancano l’autostrada e versano in totale degrado. In alcuni punti la rete è abbassata, in altri ci sono sterpaglie talmente alte che rendono agevole il suo superamento. Senza considerare le fosse dei canali di scolo dell’A11, non protette: i cinghiali vi si buttano e li attraversano senza problemi. Non è detto, però, che il branco dell’altra sera sia passato da qui.
Perché di falle in questa rete colabrodo ve ne sono anche altre. Nel pomeriggio un lettore ci segnala che gli operai di Autostrade per l’Italia sono al lavoro sui terreni che costeggiano l’A11 tra il passaggio a livello di Cerasomma e il ponte. Siamo lontani più di 5 chilometri dal luogo in cui è avvenuto l’incidente e per di più dall’altro lato della carreggiata. Difficile che il branco sia passato proprio da qui. Perché, dunque, gli operai sono impegnati in quest’area? Semplice, perché qui la rete che dovrebbe proteggere l’autostrada non c’è più. Almeno da qualche mese: precisamente da quando furono abbattute alcune acacie e con esse la recinzione. Ci sono circa 200 metri di terreno con libero accesso all’autostrada. E qui i cinghiali sono di casa.
Secondo Autostrade per l’Italia la zona di ingresso dei cinghiali si trova nei pressi del casello di Lucca ovest dove gli ungulati avrebbero abbattuto la recinzione che è stata ripristinata. Il problema, dunque, dovrebbe essere risolto. Ma Autostrade precisa che non è semplice controllare metro per metro i 180 chilometri dell’A11.
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