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«Regole certe sulle manutenzioni»
L’ingegnere Roberto Lucani: a Hitrino sembra di rivedere il 29 giugno 2009
VIAREGGIO. «Le case incendiate, devastate, annerite e le auto bruciate, le fiamme... Le immagini della Bulgaria sono molto, molto simili a Viareggio giugno 2009», commenta tutto d’un fiato Roberto Lucani, ingegnere aretino tra i più esperti di trasporti su rotaia, consulente di più di una Procura in tutta Italia compresa quella di Trani per lo scontro tra treni della scorsa estate, in Puglia. Lucani è stato membro della commissione di indagine della Direzione generale per le investigazioni ferroviarie (ministero dei trasporti) sul disastro ferroviario a Viareggio. Frutto del lavoro suo e dei suoi colleghi sono le raccomandazioni dirette all’Europa in materia di trasporto delle merci pericolose che portano la firma della stessa Dgif (oggi Dgifema).
«Si ripropone lo stesso scenario di Viareggio. Ora è necessario capire se a Hitrino il deragliamento è stato causato da un problema legato al materiale rotabile oppure all’infrastruttura». E non si tratta solo di questione tecnica, roba da ingegneri, insomma. «Perché se il guasto che ha portato al deragliamento ha interessato il materiale rotabile, ovvero le ferrocisterne, allora diventa oggi ancor più fondamentale che l’Italia recepisca nel più breve tempo possibile la recente Direttiva europea 798 che introduce obbligo di manutenzioni sui carri ferroviari, secondo parametri definiti». Solo il recepimento della normativa in questione «introduce gli obblighi stringenti in questo senso» e porta a superare – mentre Lucani parla è impossibile non pensarlo – quel sistema “fai da te” delle manutenzioni ferroviarie in Europa che è sul banco degli imputati nel processo per il disastro ferroviario di Viareggio che riprende oggi al Polo fieristico di Lucca per l’ultima settimana di udienze prima della sentenza.
Se la Direttiva è stata approvata, ricorda l’ingegnere, «lo si deve al collega Massimo Costa che ha portato e sostenuto la posizione dell’Italia in Europa, anche alla luce di quanto accaduto a Viareggio, e l’attuale direttore della Dgifema Fabio Croccolo ha chiuso il cerchio».
Lucani si è molto occupato anche della questione antisvio sì-antisvio no: «È fondamentale avere un sistema che garantisca che le cisterne non sviino. La necessità è che l’Europa si svegli, invece di continuare a dire in tutte le maniere sempre le stesse cose». (d.f.)
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