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Scossa in Emilia e la Toscana trema
Il sisma di magnitudo 4 è stato avvertito da Prato alla Versilia. A Barga gli studenti sono scesi in strada
LIVORNO. La terra trema ancora. Questa volta in Emilia e l’onda arriva fino in Toscana. Anche questa. Nessun danno, però. Nessun sfollato. Solo paura. Il terremoto, di magnitudo 4, è stato registrato ieri mattina, erano le 8.21, a 8 chilometri di profondità fra Toano e Villa Mino (Reggio Emilia) e Frassinoro (Modena), nello stesso punto e della stessa intensità dove si verificò nel 1892.
La scossa però è stata avvertita in tutta la fascia appenninica: a Lucca, Viareggio, Prato, Pistoia e anche a Livorno e Pisa. A Barga, nel cuore della Valle del Serchio, è stato udito anche un boato; gli alunni dell’Isi (il polo superiore di via dell’Acquedotto) sono scesi in strada impauriti. E lo stesso hanno fatto quelli delle elementari in Piangrande e della materna “G. Pascoli” in piazza del Giardino. Giusto il tempo delle verifiche della protezione civile, e poi i ragazzi sono rientrati in classe. Il terremoto non ha provocato danni.
«Ci siamo riuniti subito per fare il punto della situazione - commenta il sindaco di Barga Marco Bonini -, ma non si sono registrate criticità, esclusa la comprensibile paura. Le evacuazioni sono state dettate da iniziative prese per garantire la sicurezza degli studenti ed insegnanti, ma le nostre scuole non hanno avuto danni. Comunque, restiamo vigili».
Difficile dire che faglia si è attivata, dice Carlo Meletti, responsabile del Centro di pericolosità sismica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) «perché si tratta di faglie piccolissime piazzate tra il grosso sistema di faglie sotto la Garfagnana e quelle che stanno nel lato emiliano e vanno verso la pianura Padana. L’epicentro disterà circa 30, 40 chilometri dalla faglia toscana». Quello che è certo è che questo terremoto non è collegato al sisma che ha devastato il centro Italia. «Si parla sempre di Appennino - spiega Lucia Margheriti, sismologa dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia - geodinamica e meccanismi sono simili ma le zone sono sufficientemente lontane per escludere qualsiasi tipo di rapporto causa effetto. Non si tratta nemmeno del distretto sismico, quello della pianura Padana, interessato dagli eventi del 2012».
Quella, comunque, assicura il responsabile del Centro di pericolosità sismica, non è una zona sismica. «Storicamente non si sono verificati terremoti forti - chiarisce - Quindi è probabile che avvertano più forti i terremoti della Garfagnana che i loro».
Dopo la prima scossa non ne sono state registrate altre. Ciò non toglie che nei prossimi giorni possano essere avvertite altre scosse. «È normale quando si verifica un terremoto di magnitudo 4 - fa sapere ancora Carlo Meletti - ma saranno tutte scosse più piccole, che non provocheranno danni».
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