Il presidio
Il 2017 dura un secondo in più: usiamolo bene
In un secondo si uccide. O si salva. Che cosa farai tu, con quel secondo in più?
La decisione l’ha presa un organismo internazionale che ha sede in Richard Strauss Allee, un viale alberato nella periferia di Francoforte. Si chiama Servizio Internazionale di Rotazione della Terra: sembra uno di quegli istituti di alta burocrazia che compaiono nelle storie di fantascienza. Bisogna immaginarseli, questi esperti di Francoforte, mentre discutono e guardano la finestra che dà sul viale. Controllano i dati. E studiano. E guardano il viale. E ricontrollano. Poi dichiarano: ebbene signori, il prossimo anno durerà un secondo in più.
In realtà, non è una vera decisione. Che cosa possono farci gli uomini, se il loro pianeta gira più piano? Niente. Al massimo possono organizzare gli orologi atomici in modo che l’anomalia sia assorbita nel Grande Conteggio del tempo. L’unico modo per sistemare le cose è assegnare al 2017 un secondo aggiuntivo. Come una gran trottola, la Terra ha iniziato a rallentare. Chissà che cosa accadrà tra milioni di millenni, quando si fermerà: bisognerà prenotare la copia del Tirreno di quel giorno.
In ogni caso giochiamoci bene quell’attimo perché possono accadere cose interessanti. Un bacio al volo, un clic sul telefono, uno sguardo decisivo. Oppure potremmo prolungare il sonno. In un secondo si uccide. O si salva. Che cosa farai tu, con quel secondo in più?
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