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Il voto dai nonni ai nipoti - L'editoriale

Luigi Vicinanza
Il voto dai nonni ai nipoti - L'editoriale

Oggi si combattono sistema/antisistema. Dovunque. La stessa campagna sul referendum istituzionale si è combattuta in Italia dentro questo schema

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I nonni sazi. I nipoti affamati. I millennials prigionieri di lavoretti precari e sottopagati. Le ragazze e i ragazzi del boom economico, ormai con i capelli grigi, con i soldi sotto il materasso pronti per l’uso, un aiutino a questi figli e nipoti predestinati a star peggio di loro. La ruota dell’affermazione sociale ed economica gira, ma in senso inverso. Diseguaglianze, ingiustizie, dissipazione di intelligenze e di energie. La gioventù, per i nati a cavallo dei due millenni, come colpa da espiare per i nostri errori, le generazioni precedenti.

Alla vigilia del voto referendario, venerdì, il rapporto del Censis di Giuseppe De Rita ha radiografato l’Italia. La malattia però accomuna tutto l’Occidente travolto dalla globalizzazione, processo di fronte al quale le élite europee e americane hanno tradito le aspettative di benessere e sicurezza sociale sia dei padri che dei figli. S’è inceppato il meccanismo che ha consentito a chi veniva dopo di vivere meglio: istruzione, consumi, viaggi, welfare, sanità. L’involuzione sociale dunque ha messo definitivamente in crisi le culture politiche del Novecento, lasciando spazio ai populismi. Dall’Italia alla Francia, dalla Gran Bretagna agli Usa fino alla Germania e all’Austria, il quadro è inquietante. Lo scontro è andato oltre la contrapposizione storica destra/sinistra.

Oggi si combattono sistema/antisistema. Dovunque. La stessa campagna sul referendum istituzionale si è combattuta in Italia dentro questo schema. Renzi ha presentato i contenuti della riforma con argomenti decisamente populisti (la riduzione delle poltrone ai politici, il taglio dei costi, la rottura con il passato) per contrastare i suoi due principali competitori, Grillo e Salvini. Un populismo riformista contro un populismo sovversivo. Tra poche ore sapremo quale prevarrà. È la democrazia della crisi. Che non è ancora la crisi della democrazia. Dunque, buon voto a nonni e nipoti. E buona domenica. 

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