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ILARIA DI MASSA

«Ho superato il concorsone ma dovrò rifarlo tra tre anni»

«Ho superato il concorsone ma dovrò rifarlo tra tre anni»

MASSA. Studiare una vita. Ristudiare ancora per un concorso. Superarlo, quel concorso. Sentirsi dire che non vale niente. E dover riniziare tutto daccapo. A 36 anni. Se questa storia fosse un disegno...

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MASSA. Studiare una vita. Ristudiare ancora per un concorso. Superarlo, quel concorso. Sentirsi dire che non vale niente. E dover riniziare tutto daccapo. A 36 anni. Se questa storia fosse un disegno sarebbe l’Urlo di Munch: un ponte in salita, un grido che nessuno sente, un dramma collettivo dove parla una sola persona. Ilaria Furfori è un’insegnante di scienze naturali di Massa. Una delle tanti supplenti fino ad aventi diritto (insegna in tre scuole della provincia di Massa-Carrara per un totale di 18 ore) in attesa di sapere se quest’anno continuerà a insegnare (e se sì, quante ore) o se verrà rispedita in panchina con la nomina del supplente annuale.

Ma è anche una degli “idonei fantasma” del concorsone. Ha infatti superato il concorso nella sua classe (scienze naturali), ma non è rientrata nelle quote previste in regione: in Toscana erano previsti 44 posti per scienze naturali (salvo poi diventare 2 per errori di calcolo con le mobilità). «Non solo non ho ottenuto il contratto a tempo indeterminato come promesso - racconta - ma non ho avuto neanche una corsia preferenziale nelle graduatorie per aver superato il concorso. Io, come gli altri, sono finita nelle graduatorie allo stesso livello di chi non ha superato il concorso». Peggio ancora: il fatto che abbia già superato il concorso, conta poco. Tra tre anni dovrà rifarlo. «Arrabbiata? No - dice - amareggiata però sì. Per aver studiato tanto e non aver ancora ottenuto quello che mi spetterebbe di diritto».

Fino a martedì (giorno in cui a Massa-Carrara verranno fatte le ultime nomine per i supplenti annuali) Ilaria insegnerà scienze naturali al liceo scientifico Marconi di Carrara, al classico Rossi di Massa e all’istituto Barsanti in carcere. Supplente del supplente. Poi chissà. «Dove è il diritto allo studio? - si chiede- Io sto seguendo il programma, in modo tale che, chi arriva dopo, possa riprenderlo da dove ho interrotto. Ma il problema non è nella didattica: è nelle relazioni. Gli alunni incominciano ora a instaurare un rapporto con il docente. E l’insegnante inizia ora a conoscere i suoi alunni. Chi farà gli scrutini a gennaio, che criteri utilizzerà per dare voti?».

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