Il Tirreno

Toscana

Frasi choc sulle 32 vittime denunciati 6 pirati del web

di Donatella Francesconi

Violarono il gruppo Facebook viareggino per sfogare la loro macabra ironia e godere delle reazioni. Rintracciati dalla Polposta, rischiano tre anni di pena

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Di fronte a quei post che il gruppo Facebook del quale erano amministratori andava “sputando” nella Rete non hanno avuto esitazione nel presentarsi alla polizia postale per denunciare chi stava offendendo pesantemente i familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio. Utilizzando frasi come “Cento di questi giorni”, ma anche “Il dolce odore delle fiamme”, o peggio “Sei di Viareggio se... 33 per te non sono gli anni di Cristo. Ciuf ciuf”. Il gruppo Facebook era “Sei di Viareggio se...” e gli amministratori decisi a chiedere alla giustizia di perseguire chi si esprimeva così rubando la loro identità sono Luna Caddeo e Giorgio Motto. I quali - insieme ai familiari delle trentadue vittime della strage del 29 giugno 2009 e ai viareggini tutti - hanno appreso proprio in questi giorni che le indagini della polizia postale toscana, coordinate dal sostituto Procuratore Andrea Cusani (Procura di Firenze), dopo un anno hanno portato ad identificare sei persone, tutte tra i venti ed i quaranta anni, originari di Liguria (Genova), Campania, Piemonte e Lombardia, che sono state denunciate. Tra gli atti disposti dalla Procura di Firenze vi sono stati anche perquisizioni e sequestri a carico degli indagati. I quali rischiano fino a tre anni di carcere.

«Hanno rubato le identità degli amministratori di una ventina di gruppi Facebook in tutta Italia - spiega l’avvocato Beatrice Nucci che ha assistito Caddeo e Motto nel presentare la denuncia -: molti erano proprio quelli simili al “Sei di Viareggio se...”, cambiando il nome della città. Il loro scopo era - così ci è stato spiegato - insultare le identità cittadine e “godere” delle reazioni».

Ma sono “inciampati” nel disastro ferroviario di Viareggio, trentadue morti carbonizzati tra i quali bambini piccolissimi, ed in una città che da sette anni non molla un colpo per difendere il ricordo di quella notte maledetta e manifestare la rabbia ancora viva. La stesso sostituto Procuratore Cusani, insieme al personale della polizia postale che in Toscana è diretta a livello centrale da Elena Pompò, hanno dedicato al caso l’attenzione dovuta non ad una bravata. Al punto da informare i familiari delle vittime che, una volta avuto notizia della denuncia fatta dagli amministratori del gruppo Facebook, hanno a loro volto sporto denuncia, assistiti dall’avvocato Maurizio Dalla Casa, legale dell’associazione “Il mondo che vorrei”, nata per riunire proprio chi ha perso i propri cari il 29 giugno 2009 e non smette un attimo di chiedere giustizia. Hanno sporto così denuncia Daniela Rombi, Claudio Menichetti, Marco Piagentini, Roberto Piagentini, Stefano Doveri, Maria Antonietta Maccioni, Vincenzo Orlandini che ancora piangono figli, moglie, nipotini.

«Queste persone - spiega l’avvocato Nucci - avevano rubato i dati delle email dei miei assistiti e si erano sostituiti a loro nell’amministrare il gruppo Facebook. Tanto che i legittimi amministratori non riuscivano più ad accedere al gruppo». Un quadro nel quale gli hacker cambiavano continuamente identità e nomi, così che la ricerca degli agenti della polizia postale ha dovuto dare vita ad una vera e propria caccia all’uomo per le strade della Rete. Ma ne è valsa la fatica, visto il risultato ottenuto: in nome della legge, ma soprattutto in nome del rispetto umano, morale, che le vittime di una tragedia come quella vissuta a Viareggio hanno diritto di non vedersi negato.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web