Il Tirreno

Toscana

Il tour di Renzi sulla costa: pienone a Piombino, Livorno e Pisa. "Se vince il no io non farò parte della partita" - Video

Matteo Renzi a Pisa (foto Muzzi)
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Matteo Renzi a Pisa (foto Muzzi)

Si parla di referendum, ma ci sono anche riferimenti alla situazione locale. "Abbiamo messo i soldi per le bonifiche, per la strada e per il porto - ha ricordato a Piombino - Ora anche gli altri devono fare la loro parte"

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PISA. Dopo il pienone al palasport di Piombino, anche Livorno ha accolto il premier Matteo Renzi con il tutto esaurito. Poi il presidente del consiglio ha raggiunto Pisa, per l'ultima tappa del tour sulla costa toscana.

LA TERZA TAPPA: PISA

Qui un centinaio di persone appartenenti a gruppi antagonisti e all'usb ha contestato la presenza del premier alla stazione Leopolda, ma non ci sono stati scontri. All'interno il tutto esaurito come nelle precedenti due tappe. "Qui siamo a Pisa e possiamo fare un ragionamento di politica con la P maiuscola. L'Italia è a un bivio e il referendum può finalmente consegnare alla stagione del 2017 un governo stabile in grado di cambiare l'Europa", ha detto Renzi. In prima fila i vertici renziani del Pd pisano e toscano, il segretario Dario Parrini e il vice Antonio Mazzeo. Ma anche il direttore della Normale Vincenzo Barone.

Il presidente del consiglio ha criticato Salvini imitandone la voce e la postura e ha detto: "Da quando Trump ha vinto, sembra che abbia vinto lui. Me lo immagino mentre dice 'Vogliamo l'indipendenza del Michigan e dell'Ohio'. Salvini contro l'Europa ed europarlamentare da anni solo per andare a Bruxelles il 27 del mese per riscuotere lo stipendio". Questo, invece, uno dei passaggi più importanti: "Se vince il no io non farò parte della partita, ma sarò una benedizione per il politico degli accordicchi, una benedizione per sempre".

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LA SECONDA TAPPA: LIVORNO

"Se Nogarin mi invita, io vengo". "Dite al vostro sindaco di invitarmi e io vengo. Non ho mai ricevuto un invito ufficiale". Lo ha detto a Livorno Matteo Renzi, nel corso dell'iniziativa sul referendum, rispondendo al pubblico livornese che lo invitava a venire in città più spesso. "E sì che girello parecchio", ha aggiunto il presidente del Consiglio.

M5S e referendum. Poi ha introdotto il tema del referendum. "Il loro disegno - ha proseguito il premier riferendosi al Movimento 5 stelle - è non parlare nel merito. Hanno bisogno di attaccarsi a delle parole perché se si entra nel merito non c'è discussione, se scoprono qual è l'argomento vero votano sì anche gli elettori Cinquestelle".

"I nostri amici del fronte del No stanno alimentando la polemica. Hanno rilanciato con commenti molto sobri, come Grillo che mi ha detto che sono un serial killer e oggi hanno detto che fanno ricorso se perdono. Ma  èperché se si va nel merito non c'è storia, vinciamo noi. Hanno bisogno - e nei prossimi 12 giorni sarà sempre più così - di fare polemica. Perché non possono spiegare che M5s difende i rimborsi dei gruppi del Senato con cui pagano affitto e utenze ai dipendenti del gruppo".

Grillo e "la scrofa ferita". "Ora Grillo ha detto che siamo una scrofa ferita. Se eravamo una scrofa sana cambiava qualcosa per lui? Quando ci dice serial killer, rispondiamo: bene, superiamo il Cnel, il bicameralismo paritario. Quando ci dice scrofa ferita prima si chiama il veterinario poi si dice: bene, il Cnel, il bicameralismo... Perché sulla scheda non c'è scritto volete essere una scrofa ferita Sì o No. Non fatevi fregare, leggete il quesito".

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  • VIDEO 1. L'arrivo di Renzi all'auditorium 

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  • VIDEO 2. Un momento del suo intervento

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LA PRIMA TAPPA: PIOMBINO

Il referendum. "Noi faremo campagna referendaria con il sorriso sulle labbra - ha esordito Renzi - Noi andiamo nel merito del referendum, loro no. Perché se si entra nel merito non ce n'é per nessuno, loro ora tentano di buttarla in rissa, quindi calma e gesso. Il referendum è fondamentale perché si va ancora troppo piano. L'Italia deve accelerare il passo e per questo non si può essere circondati da burocrati e avere 950 parlamentari e la sovrapposizione di competenze tra stato e regioni. Le riforme servono a far correre il paese. E quando quelli del No ci dicono 'in sei mesi facciamo la riforma', 40 anni sono stati lì, potevano farla, se hanno fallito perché devono impedire a noi di provarci?".

L'ex Lucchini e Rebrab. Renzi è intervenuto anche sulla situazione di Piombino, delle acciaierie e sull'acquisizione della Lucchini da parte dell'imprenditore algerino Issad Rebrab, soluzione che il governo aveva incoraggiato. "Abbiamo messo i soldi per le bonifiche - ha detto -  per la strada e per il porto, stiamo sostenendo l'imprenditore che ha firmato l'accordo. Ora deve anche lui rispettare quell'accordo. Chi ha firmato un accordo a Palazzo Chigi deve rispettarlo. Non faremo sconti a nessuno".

L'acciaio. "I primi segnali sull'acciaio di ripresa sono arrivati in questi mesi dopo decenni di segno meno.
Serve una lunga strategia per Taranto, Piombino, Genova, Terni. Confermo gli impegni - aggiunge - sulla ex centrale Enel e su tutto ciò che serve perché Piombino abbia la possibilità di essere punto di riferimento". Bisogna investire anche sui porti perché, spiega, "tutti i porti d'Italia fanno meno del porto di Rotterdam"

L'Unione europea. "La Ue cominci a controllare il bilancio tedesco perché il surplus tedesco sta creando problemi a tutta l'Europa. Non facciamo come con l'immigrazione dove ci hanno lasciati soli e costruiscono muri", ha detto Renzi commentando le parole del ministro delle Finanze tedesco Schauble. "Dopo il referendum voglio che tutti noi con forza diciamo: o si cambia o l'Italia smette di essere il salvadanaio dell'Ue".

  • VIDEO Renzi su Rebrab

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Referendum e battute. "Vi ricordate il patto della crostata tra Berlusconi e D'Alema? E' sparito il patto, si son magnati anche la crostata".

"Il 4 dicembre la sfida è tra chi fa una proposta chiara e chi invece dice No, soltanto No -  aggiunge - Ho definito quelli del No un'accozzaglia. Li definirò non accozzaglia, ma una coalizione coesa. Non è vero che non hanno idee, ne hanno tante, sono tutte l'una contro l'altra".

"Salvini alcune idee le ha, vorrebbe uscire dall'Ue, starci solo il 27, il giorno dello stipendio - scherza - Come fa a stare insieme a un altro dei grandi statisti del No come Monti che dice 'ce lo chiede l'Europa'? Hanno idee diverse su tutto. Ve lo immaginate come si fa a tenere insieme D'Alema e la sua storia politica, con Beppe Grillo? Cosa tiene insieme il grande ideologo della politica con l'ideologo dell'antipolitica?".

"Abbiamo fatto un capolavoro. Per la prima volta abbiamo messo insieme Berlusconi e i giudici, Magistratura democratica. Sono tutti contro di me. Berlusconi fa campagna con Md. A me la De Filippi fa un baffo, come rimetto insieme le coppie io, nessuno".

"Salvini è rinato da quando ha vinto Trump. Sembra che le abbia vinte lui le elezioni in Usa. Io avevo capito che aveva vinto a Cascina, in realtà ha vinto in Ohio".

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Sondaggi sbagliati. "Non guardateli i sondaggi, sono tutti sbagliati". Così il premier Renzi si è rivolto al pubblico del Palatenda di Piombino. "Sono convinto che la maggioranza silenziosa degli italiani potendo scegliere, quando si va nel merito, voti per il buonsenso, non contro qualcuno. La gente - aggiunge - pensa che sia un referendum su di me anche per colpa mia. Ma il Sì o No non è sul processo alle intenzioni, su come è andata la campagna elettorale, ma sul quesito. Per ridurre la Casta non serve un talk show, basta la matita. Se il 4 dicembre vince il No non cambia niente".

No e bicameralismo. "Se al referendum costituzionale vince il No non arrivano le cavallette, ma non arrabbiamoci se poi non cambia niente. La differenza tra chi fa politica e chi fa bar dello sport  è che chi fa politica deve indicare delle soluzioni. Per cambiare passo non si può essere circondati da burocrati e burocrazie, con 950 parlamentari, enti inutili... Le riforme servono a rimettere in moto l'Italia, sennò ci mangiamo il futuro", aggiunge. E mostra una cartina dell'Europa: "Tra i Paesi Ue 15 hanno sistema monocamerale, 13 bicamerale. E quanti il bicameralismo paritario? Solo noi", spiega.

"Non resto attaccato alla poltrona". "In questa campagna mi sto divertendo. Rischio di andar via? Sì. Se devo star qui per cambiare l'Italia lavoro anche 25 ore al giorno, ma se ritornano quelli di prima a contrattare inciuci e a non cambiare il Paese, allora vengono loro e amici come prima, io non sono di quelli aggrappati alla seggiola". "A tenere le pensioni d'oro, a difendere 'affittopoli' ci sono rappresentanti molto più bravi di me. Noi ci stiamo per chi vuol cambiare. La partita è nelle vostre mani, mancano 12 giorni, andiamo casa per casa, porta a porta, andiamo a prenderci il futuro e andiamo a vincere", conclude.

Fuori dal palasport, il Cordinamento Articolo 1. Presidio di un gruppo di lavoratori della ex Lucchini, lo stabilimento siderurgico di Piombino, in prossimità del Palatenda dove si è tenuto l'incontro con il premier Matteo Renzi. I manifestanti, riuniti nell'associazione Articolo 1, hanno esposto striscioni su cui scritto 'Renzi e Rebrab solo promesse per Piombino' e 'Aferpi 1/7/17 licenza di licenziare'. "Renzi - spiega Alessandro Babboni, lavoratore della ex Lucchini - è la persona che con il suo governo s' preso la responsabilità di portare Rebrab a Piombino come possibilità di rilancio del polo siderurgico ex Lucchini. A distanza di un anno e mezzo il piano industriale è fermo a zero, siamo stati quasi un anno e mezzo in cassa integrazione. Siamo rientrati adesso e, formalmente, abbiamo un nuovo regime contrattuale di solidarietà, di fatto non andiamo a lavorare perché non c'è bisogno di noi. L'indotto sta licenziando. Ora chiediamo chiarezza".

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