Il presidio
Non serve essere sposate o unite civilmente: il premio maternità spetta a tutte
Nel 2017 saranno stanziati dal Governo circa 524 milioni di euro sommando tutti i nuovi incentivi di cui potranno godere i neo genitori e le famiglie con figli fino a tre anni d'età tra premio alla...
Nel 2017 saranno stanziati dal Governo circa 524 milioni di euro sommando tutti i nuovi incentivi di cui potranno godere i neo genitori e le famiglie con figli fino a tre anni d'età tra premio alla nascita, buoni asilo e voucher. Numeri importanti rafforzati anche dal fatto che rispetto ai "pacchetti famiglia" degli anni precedenti dal prossimo primo gennaio non sarà più necessario rientrare in una certa soglia di reddito per beneficiare di alcuni sconti. Dunque l'Isee (acronimo che sta per Indicatore della Situazione Economica Equivalente) va in pensione? Si e no. Non servirà, ad esempio, per il premio di 800 euro né per richiedere i 1000 euro all'Inps per il nido. Misure che, ovviamente, mirano ad incentivare le donne, soprattutto le giovani donne, a fare figli senza farsi frenare dalle preoccupazioni per le spese per i pannolini o le pappe o, appunto, per le rette dell'asilo. I dati sulla natalità sono infatti preoccupanti: nel 2015 sono nati 485.780 bambini a fronte dei 502.596 del 2014.
Anche la Toscana conferma il trend: poco più di 27 mila i nuovi nati nel 2015 con una media di 1,35 figli per donna. Estendere i bonus a tutte le future mamme potrebbe effettivamente essere un incentivo. Il Governo ci crede tanto che ha messo a disposizione, per primo anno di attivazione del premio alla nascita, 330 milioni di euro.
Una misura simile era già stata introdotta nel 2015, il cosiddetto Bonus Bebè che resta in vigore per i nati fino al 31 dicembre 2017 ma è legato al reddito del nucleo familiare. Ai genitori che lo richiedono spettano 960 euro l'anno se il loro reddito non supera i 25mila euro mentre sale a 1920 euro per redditi entro i 7mila euro. Coi nuovi incentivi alla nascita si superano i vincoli economici, lavorativi e ovviamente anche matrimoniali.
Non è inutile, infatti, specificare che avere gli 800 euro, ad esempio, i genitori non necessariamente devono essere sposati o uniti civilmente. «Le famiglie che non si sposano o non si uniscono civilmente in Italia stanno in quel limbo in cui sono state le coppie di fatto eterosessuali ed omosessuali prima della Legge Cirinnà. Ma a queste agevolazioni possono accedere anche loro». A commentare l'argomento, con una punta d'orgoglio, è il presidente della commissione Pari opportunità del comune di Carrara, Alessandro Bandoni. Che siano imprenditrici, casalinghe, spostate o single, infatti, tutte le neomamme (anche adottive) avranno gli 800 promessi da Renzi e tutte le mamme lavoratrici potranno chiedere i 1000 euro per il nido. «Possiamo ancora parlare di famiglie di serie A e famiglie di serie B ma non si può dire altrettanto delle mamme» ha commentato ancora Bandoni. In fondo, la mamma è sempre la mamma. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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