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Più consumi e depositi bancari
Economia avanti a rilento. Prestiti erogati ancora col contagocce
FIRENZE. Prosegue la ripresa dell’economia toscana. Sono segnali incoraggianti quelli che arrivano dal primo semestre di quest’anno sulla scia positiva di quanto era accaduto nel 2015. Alla fine del 2016 il prodotto della Toscana dovrebbe attestarsi sul ritmo di quello italiano: +0,8%. È però un’espansione del prodotto interno lordo modesto. Il treno dello sviluppo ha ripreso a viaggiare, ma non accellera e prosegue la sua corsa a passo di lumaca. È quanto emerge dall’ultimo rapporto della Banca d’Italia sull’andamento dell’economia regionale nella prima parte del 2016.
LE DUE FACCE DELL’ECONOMIA TOSCANA. Il recupero ha riguardato solo certi settori: vanno bene le esportazioni della meccanica e dei prodotti in metallo (nell’insieme fanno un +0,9%), gli occupati crescono dello 0,8%, è stato un anno positivo per il turismo (+2%) e i toscani hanno ricominciato a comprare i beni durevoli (sono tornati a fare il mutuo per comprare casa, acquistano l’auto nuova, le lavatrici). Crescono i depositi bancari di famiglie e imprese (+4,5%). Ma c’è anche il risvolto della medaglia. Le esportazioni della moda sono in calo soprattutto per il comparto delle pelli e delle calzature, cresce anche se di poco la disoccupazione (+0,2% e raggiunge il 9,6%), gli investimenti delle imprese sono fermi al palo e le banche continuano a erogare credito con il contagocce (+0,9%). Ma la preoccupazione maggiore arriva dall’incidenza dello stock dei prestiti deteriorati sul totale dei finanziamenti erogati dalle banche: è sempre molto alta anche se in questo primo semestre si è stabilizzata per la prima volta (+0,1%) dopo 8 anni dall’inizio della crisi (30,2%).
L’ALLARME SUGLI INVESTIMENTI. «Le imprese toscane continuano a investire poco, un atteggiamento che dura da tempo, ma forse ora potrebbe essere arrivato il momento di investire perché i fatturati sono cresciuti e i tassi di credito delle banche sono molto bassi». È il capo della divisione ricerca economica di Bankitalia sede di Firenze, Guglielmo Barone, che prova a lanciare il sasso nello stagno degli investimenti. Un’incertezza che non promette nulla di buono per il futuro e che Barone spiega con la paura da parte degli imprenditori toscani che il nuovo prodotto non abbia prospettive di mercato.
IL MERCATO DEL LAVORO. A beneficiare della crescita dell'occupazione è stato soprattutto il settore dell'industria (+3,1%) e in misura meno accentuata i servizi (+0,3%). Mentre continua il calo degli occupati nel settore delle costruzioni (-1,4%). Sempre molto largo il ricorso all’utilizzo dei voucher (lavoro accessorio): secondo i dati dell’Inps tra gennaio e giugno il numero di quelli venduti in regione è aumentato del 46,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. «Anche se rimane molto complicato - diceGuglielmo Barone - tradurre i voucher in nuovi occupati». Comunque nel primo semestre del 2016 diminuisce dell'11,8% il numero degli avviamenti al lavoro e aumenta del 5% la cassa integrazione. Anche se Bankitalia è fiduciosa sulle prospettive future. L’occupazione dovrebbe continuare a crescere nell’industria, a fronte di una stabilità nei servizi e di un ulteriore calo nelle costruzioni.
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