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L’assessore agli insegnanti «Buon senso con gli zaini»
In attesa della realizzazione delle scuole “senza cartella” arriva un sollecito ai prof a non appesantire il fardello degli alunni. Grieco: «Intanto il progetto procede»
FIRENZE. Gli zaini scolastici sono pesanti? «Certo ci sono le scuole senza zaino, ma anche nelle scuole tradizionali basta un po’ di organizzazione e di buon senso tra gli insegnanti per capire che non è necessario portare avanti e indietro tutti i libri ogni giorno». Anzi: «Non buon senso, riflessione». Insomma: le “schiene” degli alunni sono in mano agli insegnanti, secondo l’assessora regionale all’Istruzione, Cristina Grieco, che proprio ieri ha presentato il logo (realizzato da uno studente di Castelfioretino) delle scuole senza zaino: un progetto di educazione alternativa nato nel 2002 a Lucca e che adesso conta 138 scuole in tutta Italia, dall’infanzia alle superiori, di cui solo 53 in Toscana. Tre matite colorate e vicine, come fossero persone. Semplice, come il concetto che vuole rappresentare. Quello di una scuola “leggera”, perché, appunto, senza zaino. Ma anche quello di una scuola diversa, piena di valori, primo fra tutti quello della condivisione.
Nelle scuole senza zaino, nessuno ha l’astuccio, perché le penne sono di tutti e in mezzo al tavolo. Ci sono gli xilofoni di legno per imparare a contare. I libri e i quaderni si usano in classe e poi si rimettono negli scaffali e scordatevi di portarli a casa. Le uniche scuole, forse, in Italia che rispettano le linee guida del ministero dell’Istruzione il quale, riportando le raccomandazioni del Consiglio superiore di sanità, stabilisce che il peso degli zaini non superi il 10-15 per cento del peso dell’alunno che lo indossa (la differenza sta nella caratteristica del bimbo). Raccomandazioni che vengono disattese puntualmente nelle scuole tradizionali, dove i ragazzi sembrano più animali da soma che alunni. La Regione - fa sapere l’assessora all’Istruzione - può intervenire poco o nulla. «Anche nelle scuole tradizionali - continua Grieco - si possono applicare i principi delle scuole senza zaino, come quello della condivisione dei libri. È inutile che gli alunni si portino avanti e indietro tutti i libri di testo ogni giorno».
Nelle scuole senza zaino questo, come detto, non succede. I bimbi fanno lezione in classe e a casa portano solo una cartellina con materiale per i compiti perlopiù “autoprodotto”, come se gli insegnanti e i bimbi scrivessero i loro libri. «Ma non limitiamoci a però a considerare le scuole senza zaino, solo come scuole senza cartella», dice l’assessore. E no, perché quelle scuole sono veicolo di un messaggio di educazione libertaria che stimola la responsabilità degli alunni. Come nei college o nelle università, sono i bimbi a trasferirsi da una stanza all’altra, non l’insegnante. Hanno pure un’agorà: una zona con cuscini disposti a cerchio dove gli alunni possono andare per parlare, confrontarsi, leggere un libro. L’insegnamento poi viene differenziato in base alle necessità e alle capacità di ogni gruppo e di ogni alunno. E lo stesso insegnante non ha più una cattedra davanti ai banchi, ma sta in mezzo agli alunni. Peccato che per il momento, in Toscana, le scuole senza zaino siano perlopiù solo elementari. Ci sono anche alcune scuole medie che hanno aderito al progetto. E poi basta. Nessuna scuola superiore. «Il modello è perfettamente applicabile anche alle scuole superiori - dice Cristina Grieco - il problema è l’edilizia scolastica. La scuola senza zaino implica anche un’organizzazione interna particolare che si può facilmente realizzare nelle scuole elementari, perché più piccole e anche più nuove. L’edilizia degli istituti superiori invece è molto più rigida e più vecchia». L’intenzione di estendere le scuole senza zaino anche alle superiori, quindi, c’è. Manca la “materia prima”: le scuole adatte. Poi c’è il problema della formazione. In questo tipo di scuole, se vogliono essere buone scuole, è necessaria una formazione costante dell’insegnante. «La Regine sta puntando tutto su questo», fa sapere l’assessora Grieco. Ha infatti previsto un finanziamento di 50mila euro all’anno fino al 2020 per tutte le scuole che vogliano partire con il progetto. «E sta andando molto bene: gli insegnanti seguono una formazione continua, le scuole aderiscono», dice Grieco.
m.c.
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