Il Tirreno

Toscana

Via dalle aziende chi ha comportamenti scorretti

di Ilaria Bonuccelli
Via dalle aziende chi ha comportamenti scorretti

L’Autorità dell’Energia ammette: troppe proteste per i contratti telefonici Sono attivati senza «spazio di scelta e piena consapevolezza del consumatore»

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«Allontanare il personale che adotta comportamenti scorretti o aggressivi». Non basta prevedere penali per le società che attivano contratti non richiesti. Bisogna andare oltre. È duro l’atteggiamento dell’Autorità dell’Energia elettrica, gas e sistema idrico (Aeegsi). Senza sconti. Non ne concede a nessuno. Aumentano i contratti di luce (soprattutto) e gas attivati senza il consenso degli utenti. Anzi peggio: attivati con il consenso degli utenti che non capiscono cosa accettino.

CONSENSO INCONSAPEVOLE

Quella dell’Autorità non è solo una sensazione. Le sue considerazioni sui «contratti telefonici» sono formalizzare in un procedimento di Antitrust contro un gestore dell’energia. Condannato proprio per comportamenti scorretti, in seguito alle telefonate commerciali indesiderate: la campagna che porta Il Tirreno a insistere per una legge diversa sul telemarketing selvaggio.

Non è un caso che la stessa Autorità dell’energia rilevi: «Molti reclami su attivazioni non richieste sembrano riguardare situazioni in cui il consumatore ha manifestato il proprio consenso, senza tuttavia avere piena consapevolezza dell’avvenuto perfezionamento di un contratto di somministrazione. L’attivazione di contratti in assenza di un consenso pienamente consapevole sarebbe avvenuto anche a fronte del rispetto da parte dei venditori degli obblighi di informativa pre-contrattuale».

I CLIENTI NON SCELGONO

C’è quindi bisogno - ammette l’Aeegsi - di migliorare le modalità di informare i clienti. E questa esigenza sarebbe particolarmente «forte nel teleselling (i contratti telefonici) dove i venditori avrebbero messo in atto modalità di acquisizione del consenso che non permettono al consumatore un adeguato spazio di scelta per comprendere le caratteristiche dell’offerta commerciale e delle condizioni economiche». In sostanza, l’Autorità dell’Energia teme che i consumatori «contattati telefonicamente dai professionisti si trovino vincolati a un contratto in virtù del mero scambio di dichiarazioni al telefono, senza autentica consapevolezza dell’avvenuto perfezionamento di un accordo giuridicamente vincolante (un contratto)».

SPAZIO ALLE AZIENDE CORRETTE

Per ridurre il fenomeno, dice l’Autorità - si potrebbe intervenire allontanando chi fa teleselling aggressivo e scorretto, appunto o privilegiando imprese con pochi reclami finali e pochi contratti che non vanno a buon fine. Non è semplice arrivare a questa valutazione, dal momento che sullo stesso sito dell’Autorità non si trova la “lista nera” delle imprese con il maggior numero di reclami per attivazione di contratti non richiesti. L’ elenco è stato istituito sulla carta nel 2012, ma a distanza di 4 anni la pagina web risulta “in aggiornamento”.

NUOVO LIVELLO DI DIFESA

In compenso, l’Autorità annuncia una rivoluzione da gennaio nei meccanismi per gestire i reclami contro i contratti attivati senza consenso (consapevole). Oltre ai reclami ai venditori e al servizio di conciliazione - che diventa un passaggio obbligatorio (ma gratuito) prima di rivolgersi al giudice - dal 2017 ci sarà un terzo livello di contenzioso al di fuori dalle aule di tribunale: per tutte le controversie che «non hanno trovato soluzione in sede conciliativa, si prefigura un intervento dell’Autorità dell’energia». Non è alternativo al ricorso al giudice, ma ancora le modalità non sono state individuate. Lo saranno prima di gennaio, assicurano da Roma .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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