Il presidio
Sevizia il cane della ex. La donna: "Trovai Pilù agonizzante, ma solo dal video ho capito che era stato lui"
Parla la padrona del cagnolino seviziato a Pescia: "Il mio ex è stato orrendo, ora voglio giustizia". Sabato la manifestazione voluta dal Comune
PESCIA. «Sono tre notti che non chiudo occhio, io e la mia famiglia stiamo passando dei giorni pesanti e non è facile cercare di rimanere calmi dopo quello che abbiamo visto». Parla al Tirreno l’ex fidanzata dell’uomo che nel maggio 2015 ha torturato uccidendola la cagnolina di sua madre, un pinscher di piccola taglia, debole e indifesa. Da qualche giorno il video con le sevizie è apparso in rete (ma è stato quasi subito rimosso per la sua brutalità). Immagini crude, tremende, difficili da descrivere. Che hanno suscitato l’orrore e l’indignazione di migliaia di persone.
E subito è scattata la mobilitazione: dalla serata di martedì 25 ottobre un presidio fisso con centinaia di persone da tutta la Toscana e non solo di fronte all’abitazione del giovane, sui venticinque anni, che risiede a Pescia. Polizia e carabinieri si danno il cambio per evitare che la situazione degeneri, anche se qualcuno nella notte ha danneggiato l’auto e lo scooter dell’aguzzino. Ieri, giovedì 27 ottobre, sulla cancellata è apparso un cartello: “Assassino”, vergato tre volte. Una petizione online sul sito change.org ha raggiunto le 70mila firme, pagine Facebook chiedono l’arresto e il licenziamento da lavoro dell’uomo. E sabato 29 in città dalle 15 la grande manifestazione promossa dal Comune a cui aderiscono le associazioni ambientaliste, Liv Toscana, Leal Nazionale, Fae Italia Polo Giuridico, Rifugio Onlus Lamporecchio. Sono ore dure, di grande tristezza, di rabbia, di dolore. Con l’ex fidanzata del giovane cerchiamo di ricostruire una vicenda che a distanza di così tanto tempo ha qualche punto oscuro.
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A quando risale il video?
«Al maggio del 2015. Io convivevo da alcuni mesi con questa persona, i miei genitori erano impegnati in un trasloco e ci hanno lasciato Pilù per un fine settimana. Il lunedì dovevo andare a lavoro, e una volta uscita gli avrei riportato la canina. Sapevo che anche lui doveva andare al lavoro». Poi cos'è successo? «Sono andata via di casa alle 8 per rientrare intorno alle 17. Il mio ragazzo non c’era: sono entrata e ho chiamato Pilù, ma nessuna risposta. Il cane era steso fuori sulla terrazza al sole, la chiamavo ma non si alzava. Mi sono avvicinata: muoveva a malapena la testa, era disidratata».
E il suo ex?
«Gli ho telefonato: mi ha detto di essere a lavoro e che la canina quando lui era uscito stava bene».
E dopo cosa ha fatto?
«Ho preso Pilù e l’ho portata subito dal veterinario, nel frattempo ho chiamato i miei genitori. Ma non capivo cosa potesse avere. L’hanno visitata, le hanno applicato delle flebo. Poi il veterinario ci ha chiamato per dirci che non ce l’aveva fatta».
Non si sarebbe mai immaginata quella ferocia, ripresa anche con un telefonino?
«Una cosa assurda, impensabile. Non so il motivo di tanta crudeltà, solo lui può saperlo. So soltanto che il cane era di mia madre, con cui lui non aveva mai tenuto alcun tipo di legame».
Una vendetta contro i suoi genitori che non accettavano questo rapporto?
«Non lo so, posso solo immaginarlo. Ci siamo lasciati dopo due anni nel gennaio scorso, ma per altri motivi. Da quel momento ho anche cancellato il suo numero di cellulare. Ma non pensavamo che avesse potuto fare una cosa del genere alla nostra canina. Mi dispiace solo di non aver capito prima che persona avevo accanto».
Quando hai scoperto il filmato?
«Intorno alla mezzanotte di lunedì: un amico me lo ha inviato chiedendomi se quella era Pilù. Una cosa orribile, non sono riuscita a vederlo tutto, tanta era la cattiveria contro un cagnolino indifeso».
Eppure le immagini erano sul web già da tempo...
«Sì, credo da fine settembre. Non ho sicurezza su questo, ma penso che un conoscente del mio ex, venuto in possesso del video, l’abbia mandato all'associazione Fae Italia».
Dopo aver visto il video ha tentato di contattarlo?
«No, nella mattinata di martedì lo abbiamo denunciato, siamo per le vie legali, e non voglio averci niente a che fare. Non so neppure dove si trovi, se rintanato dentro casa, oppure se trasferito da qualche altra parte».
E ora cosa prova?
«In tutti noi c’è tanta rabbia, tanto schifo, tanta tristezza. Deve essere fatta giustizia, non può passarla liscia».
Il giovane è stato denunciato in stato di libertà al tribunale di Pistoia per maltrattamento (reclusione da 3 a 18 mesi o multa da 5mila a 30mila euro) e uccisione di animale (da 4 mesi a 2 anni di carcere). Rischia una condanna: il video è una prova schiacciante, l’aguzzino si vede nitido in volto, si vedono le sevizie, le botte, l’accanimento contro un’inerme bestiolina, sbattuta almeno tre volte contro la parete, raggiunta da pugni e schiaffi. Martoriata a morte. Sola, piccola, senza guaiti, senza gemiti, come se si aspettasse la sorte a cui andava incontro. Ora per il suo aguzzino migliaia di persone chiedono giustizia.
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