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Cartelle esattoriali: sconti fino al 30%, ma occhio alla data
Diciotto domande per orientarsi, una piccola guida alla novità fiscale del momento. L'alleggerimento vale non solo per Equitalia, ma per tutti gli agenti di riscossione. Agevolazioni anche sulle multe arretrate
Riduzioni dal 30% al 180%. Si alleggeriscono le cartelle esattoriali, le multe arretrate. E non solo quelle inviate da Equitalia. Con il decreto sulla “definizione agevolata” dei tributi non pagati, i debitori dello Stato e dei Comuni possono godere di agevolazioni nel saldo degli arretrati. A patto di rispettare certe condizioni e di rientrare in una serie di parametri.
A spiegare chi e in quali termini ha diritto a queste agevolazioni sono Mirco Mion, presidente di Agefis, l’Associazione dei geometri fiscalisti, e il commercialista Nicola Forte, responsabile del centro Studi di Agefis che realizzano per Il Tirreno questa guida.
Qual è la normativa di riferimento della “rottamazione” delle cartelle esattoriali?
«Da pochi giorni è stato firmato dal presidente della Repubblica un decreto legge sulla “definizione agevolata” dei carichi affidati alla riscossione di Equitalia».
Da quando entrano in vigore le disposizioni previste nel decreto legge?
«Come tutte le disposizioni inserite nei decreti legge, entreranno in vigore con la pubblicazione della norma sulla Gazzetta ufficiale, lunedì 24 ottobre».
Che cosa prevede la “rottamazione”?
«Prevede che i contribuenti paghino la somma dovuta per multe, tributi, tasse (Irpef, Iva, Imu, Ici, Tares, Tarsu e così via, ndr) senza il pagamento di sanzioni e di interessi di mora. Per essere precisi, il debitore deve versare il capitale, gli interessi legali, l’aggio della riscossione, il rimborso per le procedure di esecuzione dell’atto, le spese di notifica della cartella di pagamento».
- VIDEO Rottamazione delle cartelle erariali, la mini guida
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Quali sono i contribuenti interessati?
«Tutte le persone fisiche, società, enti, che hanno somme iscritte a ruolo. Che hanno, in definitiva, cartelle di pagamento in sospeso».
È alta la riduzione alla quale il debitore ha diritto, escludendo le sanzioni dal pagamento?
«Può essere molto alta. Si parla di un 30% nel caso in cui la somma iniziale iscritta a ruolo sia aumentata solo per mancato versamento; ma l’aumento arriva fra il 90% e il 180% se siamo in presenza di accertamenti fiscali. Riguardo agli interessi di mora, l’aumento è tanto maggiore quanto più vecchia è la cartella esattoriale non pagata».
Il provvedimento riguarda solo Equitalia o le cartelle esattoriali emesse da tutti gli agenti della riscossione?
«Questo è un dato importante da precisare: il provvedimento riguarda tutti gli agenti della riscossione, non solo Equitalia. Il decreto legge fa riferimento a tutti gli Agenti della Riscossione. Limitare il provvedimento solo a Equitalia avrebbe significato creare una discriminazione fra contribuenti: accordare un’agevolazione e una riduzione solo a una parte di debitori e a un’altra no».
Che cosa si intende per Agente della Riscossione?
«Qualunque soggetto incaricato della riscossione di tributi, contributi, multe per conto dello Stato, di Comuni o di altri soggetti».
Quali cartelle esattoriali possono accedere allo sconto?
«Questo è un altro aspetto al quale i contribuenti devono prestare molta attenzione. L’elemento di discrimine per capire se una multa o una tassa può essere “ridotta” (pagata senza sanzioni) non è la data di notifica - la data nella quale il contribuente riceve materialmente la cartella da pagare - ma la data di affidamento all’agente della riscossione “dei carichi inclusi nei ruoli”. Insomma, la data importante è quella nella quale Equitalia o la società corrispondente ha ricevuto l’incarico di recuperare la somma non pagata dal contribuente».
Ma il decreto fissa un periodo di applicazione?
«Il decreto include tutti i carichi inclusi nei ruoli dal 2000 al 31 dicembre 2015. I ruoli altro non sono che gli elenchi trasmessi dai creditori alle società che devono recuperare le somme: in questi elenchi sono iscritti i nomi dei debitori e le cifre che devono pagare».
Visto che il decreto fissa come scadenza il 31 dicembre 2015, che cosa succede per una cartella esattoriale notificata dopo quella data? Ad esempio, per una cartella arrivata a luglio 2016. O magari ora a ottobre.
«Per capire se una cartella esattoriale rientri nel provvedimento e quindi possa usufruire delle agevolazioni (non pagare le sanzioni, gli interessi di mora) non si deve guardare la data di notifica, ma la data di affidamento del ruolo all’Agente della riscossione. Si tratta di una data che dovrebbe essere riportata sulla stessa cartella esattoriale».
Entro quando si deve presentare la domanda per ottenere la “rottamazione”?
«La domanda deve essere presentata entro 90 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto legge sulla definizione agevolata delle cartelle esattoriali».
A chi si deve presentare la domanda?
«La domanda si deve presentare all’Agente della riscossione che ha emesso la cartella esattoriale».
Come si deve presentare la domanda per le agevolazioni?
«La domanda si deve presentare con le modalità e con il modulo che ciascun agente della riscossione pubblicherà sul proprio sito entro 15 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto legge. La domanda deve essere assolutamente presentata sul modulo».
La presentazione è gratuita?
«Sì, la presentazione è gratuita».
Entro quanto tempo l’Agente per la riscossione accetta o respinge la richiesta del contribuente?
«L’Agente per la riscossione ha 180 giorni dalla pubblicazione del decreto legge in Gazzetta ufficiale per rispondere al contribuente. Nella risposta deve comunicare al debitore l’esatta somma da pagare, ricalcolata eliminando le sanzioni, gli interessi di mora. Inoltre, nella comunicazione deve essere precisato anche il numero di rate dei pagamenti e l’esatta scadenza: giorno, mese, anno».
Chi può chiedere la rateizzazione?
«Al momento della presentazione della domanda, il contribuente chiede la rateizzazione del debito. E precisa il numero delle rate che possono essere due, tre o quattro».
C’è un importo minimo o massimo per le rate?
«A quanto si legge nel testo attuale, le prime due rate devono garantire il pagamento di un terzo della somma dovuta e le ultime due, un sesto. Quindi, è evidente che le prime rate saranno più alte delle ultime».
Può accedere alla rateizzazione e alle agevolazioni anche chi avesse già in parte pagato vecchie cartelle esattoriali?
«Il provvedimento consente anche a chi ha già in parte pagato debiti arretrati di accedere alle agevolazioni a una condizione: che risultino in regola con il pagamento delle rateizzazioni di ottobre, novembre e dicembre 2016. Questo paletto è stato introdotto per evitare che qualche contribuente potesse utilizzare il decreto per smettere di pagare le rate già concordate, in attesa di un nuovo accordo».
Che cosa succede a un contribuente che salti una rata o la paghi in ritardo?
«Al riguardo la norma è molto chiara: chi non paga una rata, la paghi in ritardo o anche la paghi in misura ridotta, perde il diritto a qualunque agevolazione. Immediatamente non ha più diritto all’abbattimento delle sanzioni, degli interessi di mora: l’Agente della riscossione ricalcola la cifra da addebitare e quanto già pagato viene scomputato come acconto».
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